domenica 15 ottobre 2017

VLOG 186: Sosteniamo OSTIUM! #ianneostiumme #millelikexostium

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[♪ suoneria]
Ecco: appunto...
Uuuu! Canter! Cavaliere Canterino buongiorno, quanto tempo che non ci si sentiva: dimmi, dimmi.
No, non mi stai disturbando: stavo uscendo per girare il vlog.
Come, Ian Loyd? Sì: lo so che ha lanciato il progetto Ostium, infatti devo parlarne proprio nel vlog di oggi!
Ma come non ci credi? Maa...
Ha detto che non ci crede. Guardate anche voi: cominciamo subito dopo la sigla!
[♪♫♪]
Oggi vi parlo di un canale YouTube che realizza delle piccole parodie animate, veramente molto simpatiche e molto gustose, ma soprattutto realizzate con una qualità eccellente.
E la cosa che mi lascia *basito* sono i numeri, vergognosamente bassi, di questo canale; soprattutto in virtù della qualità presentata, visto che ci sono canali YouTube che realizzano animazioni con una qualità molto più bassa e hanno numeri nettamente superiori.
Per cominciare, sto parlando di Ian Loyd, lascio il link del suo canale sul doobly-doo e sulla scheda: andate e iscrivetevi SUBITO al suo canale, lui è veramente molto bravo, e i suoi cortometraggi animati sono divertentissimi.
Ha aperto il canale nel 2012 e da allora ha messo un sacco di lavoro nel realizzare non solo della roba divertente, ma soprattutto della roba *ORIGINALE*: non è il classico canale pieno di contenuti-fotocopia; Ian ha un sacco di fantasia, è molto bravo in quello che realizza, e realizza dei contenuti veramente molto gustosi.
E per cominciare, per avere un'idea di che cosa sto parlando, innanzi tutto vi voglio parlare della playlist "E se si incontrassero", in cui Ian si chiede che comportamento avrebbero due personaggi famosi, non so: magari due personaggi di un film, di un romanzo fantasy, di un fumetto, due personaggi uno di un fumetto e uno di un film... insomma: due personaggi magari molto simili fra di loro, o magari molto diversi fra di loro, che cosa succederebbe se s'incontrassero.
E per darvi un'idea del contenuto di questa playlist, vi segnalo un video che ho trovato simpaticissimo: "Nightmare incontra IT", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
E stiamo parlando di Freddy Krueger, il noto personaggio della saga di "Nightmare", e di che cosa succederebbe se incontrasse e dovesse dialogare con il Pennywise del romanzo "It" di Stephen King: secondo me è un confronto divertentissimo, proprio tutto da ridere; e non solo: date un'occhiata a tutta la playlist "E se si incontrassero", perché merita veramente tantissimo.
Inoltre, rimanendo sulle parodie animate, e volendo - in qualche modo - prendere un po' in giro tutte le "Top" che ci sono su YouTube, perché non vedere una bella Top-5?
Una Top-5 su un argomento leggermente datato, adesso che sto girando questo video, perché ormai riguarda l'anno scorso, ma - secondo me - un video ancora molto attuale e molto divertente.
Infatti sto parlando di "Pokemon GO parodia", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata, e non sottovalutatelo, perché è veramente molto simpatico: è un modo di raccontarci quali benefici e quali modifiche alla vita degli uomini ha portato Pokemon GO. L'ho trovato divertentissimo.
Insomma lui è Ian Loyd, è molto bravo: andate, iscrivetevi al suo canale, andate a mostrare un po' di stima per un creator italiano veramente meritevole, e parliamo dell'argomento del giorno, che è un progetto del buon Ian: sto parlando di Ostium.
Ostium è un cartone animato fantasy interamente originale, che in questo caso - però - NON È una parodia: è un racconto che vuole portare più o meno la stessa atmosfera di (non so) "Nightmare before Christmas" o "La sposa cadavere", o la stessa atmosfera che si respira, magari, nella saga di Harry Potter.
Però - come ripeto - una cosa originale, non una semplice fotocopia delle opere che vuole richiamare.
È un progetto che - secondo me - ha grandissime potenzialità, e le grandissime potenzialità le si vedono nella qualità dei contenuti che realizza Ian e, soprattutto, nella qualità del piccolo trailer che ha rilasciato, che - prima di continuare a parlare - vi lascio linkato anche quello sul doobly-doo e sulla scheda; andate e dategli un'occhiata: capirete un po' qual è l'impegno che Ian deve mettere in questo progetto.
Anche perché io sono sicuro che è un progetto molto promettente, però visti i numeri che sta «regalando» YouTube al suo canale, come creator, in questo periodo, obiettivamente vuole capire se c'è un interesse in questo progetto.
E sinceramente, come utente di YouTube, mi sento piuttosto colpito dal fatto che molti contenuti frivoli riescano ad avere grandissimo successo, mentre tantissimi contenuti veramente meritevoli e ben fatti (soprattutto per essere contenuti realizzati qui in Italia) finiscano *sepolti* da montagne di video frivoli e stupidini.
Secondo me questo è un progetto che ha grandissima potenzialità e che bisogna sostenere, un progetto italiano, e in fondo quello che Ian ci chiede è un sacrificio stupidissimo: per capire se siamo interessati al suo progetto ha chiesto che il trailer raggiunga i 150 like.
Centocinquanta, che sono una cifra vergognosamente bassa per un progetto così importante. E io non vorrei far arrivare - semplicemente - quel trailer a 150 like: ci terrei a far arrivare quel trailer ad ALMENO MILLE LIKE, mi piacerebbe... se tutte le persone che sono iscritte al mio canale mettessero like a quel trailer, sarebbero già quasi 1200 like. Ma purtroppo non tutte le persone che sono iscritte al mio canale vedono i miei video, però io lo stesso dico che mi piacerebbe vedere che quel progetto, quel trailer, riuscisse a prendere mille e più like. A far vedere quanto crediamo tutti quanti in quel progetto, perché è un progetto veramente molto interessante.
Ian ci chiede di sostenere questo progetto condividendo il trailer con l'hashtag #ianneostiumme
Io ci tengo tantissimo, come ripeto vorrei tanto che questo progetto non solo venisse sostenuto, ma mi piacerebbe tantissimo che il trailer del progetto arrivasse non già a 150 like, ma almeno a mille like, per fargli vedere quanto ci teniamo tantissimo a questo progetto, perché è un progetto veramente molto interessante, soprattutto per essere un progetto italiano: dobbiamo mostrare un po' di stima per chi è italiano e realizza delle cose così belle su YouTube, bisogna far vedere che su YouTube ci sono delle vere e proprie perle, e non è il caso che rimangano sempre sommerse sotto i classici video frivoli.
Quindi datemi una mano: condividete anche voi il trailer con i vostri amici, invitate anche i vostri amici a mettere like e a *credere* al progetto di Ian; utilizzate l'hastag #ianneostiumme e condividete il progetto.
Io sono Grizzly e per oggi concludo qui, semplicemente con l'invito a credere a un progetto italiano, a credere che su YouTube sia possibile creare qualcosa che non sia un semplice contenuto frivolo, soprattutto a mostrare stima nei confronti di chi riesce a creare qualcosa di veramente eccezionale, qualcosa con una qualità incredibilmente elevata, perché è giusto che chi realizza questi lavori abbia il successo che si merita.
Quindi - di nuovo -  correte a "mipiaciare" il trailer del progetto di Ian, io rilancio il suo hashtag e ci aggiungo #millelikexostium
Crediamo tutti assieme in questo progetto, perché merita tantissimo.
Bene ragazzi, io sono Grizzly. Come sempre vi ringrazio per aver ascoltato le mie elucubrazioni sino in fondo, vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto; ma iscrivetevi anche al canale di Ian per MIGLIORARE ancor di più questo buon profumo di nuovo iscritto.
Vi ricordo inoltre che, se seguite anche il mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Detto questo, come sempre grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 8 ottobre 2017

VLOG 185: Creatività su YouTube

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Uhm... non so di che cosa parlare oggi: ho - proprio - il blocco della creatività...
... mmh! Potrei parlare della creatività!
Infatti non è vero che ho il "blocco": ho appena chiuso un file con un migliaio di argomenti che devo trattare nel vlog, quindi non ho il blocco. Ma - scherzi a parte - vorrei parlarvi di creatività, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Nell'ambito musicale esiste un genere chiamato «Bubble Gum Music»: un po' come la gomma da masticare, è un genere fatto di brani che li mastichi un po', poi li sputi via e te ne dimentichi.
Ora sulla piattaforma YouTube nel corso del tempo, soprattutto nel corso degli ultimi anni, si è sviluppata una categoria di contenuto fondamentalmente molto simile: contenuti che puoi guardare, puoi gradire mentre li stai guardando, ma dopodiché li "sputi via", il «Bubble Gum Content».
Naturalmente ci saranno quelli più gustosi, quelli più piacevoli da "masticare", quelli con cui fai i palloni più grandi... ma poi, alla fine, sputi via tutto e...
"Di che parlava il video che hai visto ieri?"
"Boh, non lo so: però era simpatico!"
In una piattaforma in cui chi crea questi Bubble Gum Content riesce ad avere tantissimo successo, è difficile riuscire a scoprire delle perle che vanno un po' "fuori" da questo ambito.
Eppure il canale YouTube di cui vi parlo oggi è una piccola perla, ma mica tanto "piccola", perché è un canale che è riuscito ad avere molto successo distinguendosi parecchio dagli altri.
Loro sono tre ragazzi friulani molto simpatici, il canale è MyPersonalPizza: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda; se non li conoscete andate e iscrivetevi al loro canale: sono veramente molto bravi e veramente molto simpatici.
Il loro canale comincia mescolando top-ten a contenuti comici molto carini, poi - piano piano - si specializzano non già sul contenuto delle top-ten (di cui YouTube è veramente piena), ma cominciano a puntare di più ai contenuti comici, e ci riescono - secondo me - molto, molto bene: riescono ad avere un grande successo, riescono a lanciare dei video che ho trovato divertentissimi e molto ben fatti.
E oggi voglio parlarvi di alcuni dei loro contenuti, perché sono molto divertenti e mostrano - soprattutto - un grande spirito di creatività che, in questo momento su YouTube, è una cosa che bisogna - secondo me - apprezzare tantissimo.
Il primo video che vi segnalo... è talmente complesso da spiegare, che vi segnalo l'intera playlist! La playlist dei Video interattivi, intitolata "Metti il dito qui", che è una maniera simpaticissima - secondo me - di interagire con gli iscritti, con il pubblico che sta guardando il video.
Un modo molto divertente di rompere la quarta parete, e quindi la prima playlist intera che vi segnalo - appunto - sono i video interattivi "Metti il dito qui". Lo lascio linkato sul doobly-doo (metto il dito lì), sulla scheda (metto il dito lì)!
In questo momento (mentre sto pubblicando questo video) ce ne sono sopra una decina, ma hanno promesso di pubblicare altri video di questa categoria, quindi potrebbe essere una playlist molto ricca, molto pregna, ed è comunque molto divertente: in tutti questi video i ragazzi ci invitano a fare delle azioni, e mettere il dito, soffiare, fare delle cose... e interagire in questo modo con il video.
E sono una cosa veramente molto gustosa e molto divertente, quindi - secondo me - molto meritevole.
La seconda idea geniale, che è stata realizzata in una serie di video, è chiedersi "come sarebbe il mondo se fosse completamente al contrario?"
Questi video molto divertenti sono una parodia di come funziona il mondo, portata all'eccesso ma esattamente rovesciati. È qualcosa di molto difficile da spiegare, molto divertente da guardare, e che quindi vi consiglio di andare a vedere con calma: anche in questo caso vi segnalo l'intera playlist "Se il mondo fosse al contrario". All'inizio lascia anche un po' spiazzati, quindi andate: vi lascio la playlist linkata sul doobly-doo e sulla scheda, vedrete che non ve ne pentirete.
Sul loro canale - se andate a scorrere tra i video un pochino più "datati" - troverete anche alcune delle loro top-ten, che sono comunque molto simpatiche, molto ben studiate e un pochettino fuori dagli schemi anche loro: non sono le classiche top-ten-fotocopia che si trovano su YouTube.
E c'è un modo anche molto simpatico di presentare le top-10 - come se fossero ognuno dei dieci punti, dieci fette di una pizza - che trovo una cosa molto divertente.
Tra le altre cose ci sono dei vlog molto interessanti, anche perché uno di loro è stato in Inghilterra a studiare, quindi ci sono delle cose veramente molto divertenti, ci sono anche dei video che non fanno parte di una playlist e sono comunque dei video comici brevi, simpatici e veramente molto gustosi.
E sempre per darvi un'idea di questi video, che non creano una playlist (per il momento) ma che sono - comunque - veramente gustosi e mostrano comunque grandissima fantasia, vi segnalo uno di questi video che - nonostante il titolo - non è una top-10, bensì è anche un modo di "prendere in giro" le classiche top-10.
Sto infatti parlando di "Dieci modi per addormentarsi", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
Come ripeto, loro sono i MyPersonalPizza, sono tre ragazzi italiani veramente molto bravi e molto divertenti, se non li conoscevate andate, iscrivetevi al loro canale, guardate i loro video perché sono molto divertenti, e soprattutto fa molto piacere riuscire - una volta ogni tanto - a trovare su YouTube dei contenuti freschi, originali, e che non siano una fotocopia generalizzata di moltissimi altri contenuti che si trovano sulla piattaforma.
È una cosa che ci sta benissimo: dimostrano (questi ragazzi) moltissima fantasia, mi piacciono tantissimo: li seguo - veramente - da un sacco di tempo, da quando avevano pochissimi iscritti (credo meno di cinquemila iscritti quando ho cominciato a seguire il loro canale) e sono riusciti a crescere tantissimo, ed è una cosa che mi fa un grandissimo piacere, perché è bello che su YouTube si possano trovare anche piccole perle come il loro canale.
E proprio parlando di YouTube e di creatività, ecco che arriva la mia domanda: i contenuti che spesso vanno in "Tendenze" (tralasciando i fatti di cronaca, per cui vanno in tendenze dei video che riguardano i fatti di cronaca), generalmente sono quei «Bubble Gum Content» di cui parlavo prima.
Però ogni tanto su YouTube è possibile trovare piccole perle che hanno contenuti molto più «ricchi» e molto meno «frivoli».
Ma secondo voi è giusto «investire» il proprio tempo, investire la propria creatività, nel realizzare dei prodotti che cercano di andare sul «grande pubblico»? Dei prodotti per YouTube, dei prodotti, come dei video, che dimostrano una grande creatività o una grande fantasia?
Oppure no? È meglio - piuttosto - andare a costruire dei contenuti semplici, veloci da fruire, dei Bubble Gum Content che quando hai finito di masticare li sputi via e te li sei dimenticati? Però comunque ti danno un successo più o meno effimero.
Non lo so: io vorrei sentire la vostra. Io resto del parere che ci possa stare il Bubble Gum Content, anche da parte di un canale che crea altre tipologie di contenuti, ma ci possa stare come una «mosca bianca»: una volta ogni tanto il piacere di dire "va bene: creiamo ANCHE questo contenuto", ma secondo me è molto bello mostrare di avere tantissima fantasia, è molto bello mostrare di avere tantissima creatività e di sapersi «mettere in gioco».
Ma naturalmente, visto che - alla fine - i contenuti che hanno più successo sembrano essere i Bubble Gum Content, probabilmente mi sbaglio, per cui lascio la parola a voi: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, spero di essere riuscito a farvi conoscere un canale YouTube che non conoscevate, spero di essere riuscito a stuzzicare la vostra attenzione (o anche la vostra creatività): se ci sono riuscito, vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito, e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Pensa se questo fosse un video "se il mondo fosse al contrario": vi ricordo di NON iscrivervi al mio canale, altrimenti assumerete quella tremenda puzza di nuovo iscritto che non sopporta nessuno!
Naaa, no: sto scherzando. Ovviamente iscrivetevi: guardate qua, fa un buon profumo [bacio] se non siete iscritti non lo potete sentire, quindi iscrivetevi e lo sentirete subito, vedrete quant'è buono!
Se inoltre seguite anche il mio canale Telegram, che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, ho concluso, per cui - come sempre - grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 1 ottobre 2017

VLOG extra DIY: costruire un modello di gasometro

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Benvenuti nel mio laboratorio, viaggiatori. L'immagine è un po' distorta perché ho messo la telecamera in posto particolarmente scomodo.
Allora, in questo piccolo video extra vi mostrerò come sto per realizzare il modellino di un gasometro da utilizzarsi nel vlog del 1 ottobre 2017 dedicato a Operazione Nostalgia, al gasometro.
Utilizzerò la pistola per colla a caldo, due bottiglie di plastica e un bicchiere di plastica, alcune cannucce, nastro adesivo, un deflussore per le flebo (per simulare la linea di entrata ed uscita del gas), un taglierino e dei sassi - che utilizzerò con il bicchiere di plastica - perché questa bottiglia diventerà la cupola, dato che la cupola generalmente è una struttura di cemento, quindi molto pesante, mentre la bottiglia di plastica non è pesante, servirà semplicemente per dare un po' di peso alla nostra cupola.
Bene: cominciamo la procedura, il montaggio avverrà semplicemente in time-lapse.
[♪ "A World Away" by Inukshuk ♫]
Bene: non ci resta che provare a riempirlo con acqua e vedere se funziona.
[♪♫]
In questo momento è pieno d'acqua. Se io adesso soffio... uhm! È troppo pesante... [ride] quindi si alza il livello dell'acqua, ma non galleggia: troppi sassi.
Ok: devo togliere un po' di sassi.
Proviamoci senza.
Proviamo completamente senza sassi, potrebbe anche darsi che funzioni, semplicemente: in fondo il principio è lo stesso.
Se io adesso soffio... funziona!

Come costruire il modellino

Durante la costruzione ho determinato che alcune cose - alla fine - non servivano. Ma in fondo lo scopo è di sperimentare per scoprire qualcosa, piuttosto che avere la pappa pronta sin dall'inizio.
Serviranno:
  • Una bottiglia di plastica da 1,5lt o più grande, preferibilmente di forma il più possibile simile a un cilindro (una bottiglia per l'acqua minerale andrà benissimo, meglio di quelle di tante bevande);
  • Una bottiglietta di plastica da 0,5lt (o un bicchiere di plastica) di diametro abbastanza piccolo da poter entrare comodamente (ma senza stare troppo larga) dentro la bottiglia di cui sopra;
  • Quattro cannucce rigide;
  • Un tubicino di plastica stretto e lungo, l'ideale sarebbe un deflussore per flebo che ha anche il rubinetto di chiusura;
  • Un po' di filo di ferro plastificato (quello che si usa per chiudere i sacchettini o fermare i rampicanti contro la rete di sostegno) FACOLTATIVO;
  • Pistola per colla a caldo;
  • Forbici con le punte arrotondate (o taglierino e adulto collegato che vi aiuta a non tagliarvi via un dito!);
  • Nastro adesivo;
  • Acqua.
Procedura:
  • Per la cupola tagliate la bottiglietta di plastica  a metà con le forbici o il taglierino (attenzione, mi raccomando!);
  • Attaccate in fondo alla bottiglietta tagliata, dall'interno, una punta del tubicino (se usate il deflussore da flebo, attaccate la punta dove andrebbe l'ago esattamente in fondo alla bottiglietta). Dovete attaccarlo sull'angolo, in maniera tale da lasciare il buco del tubo libero (dovrà passare l'aria).Mettete una goccia di colla a caldo anche sul bordo della bottiglietta e attaccate il tubicino anche lì, così non si muove facilmente.
  • Tagliate la bottiglia più grande in maniera che sia di circa 4~5cm più alta della bottiglietta-cupola.
  • Attaccate quattro cannucce (equidistanti fra di loro) all'esterno della bottiglia grande, in maniera tale che dal bordo verso l'alto ne esca una lunghezza di poco inferiore a quella della bottiglietta-cupola. Potete attaccarle con la colla a caldo o del nastro adesivo.
  • Potete "decorare" le quattro cannucce con del fil-di-ferro plastificato, per dare una idea della struttura a gabbia.
A questo punto il lavoro è finito. Versate dell'acqua dentro la bottiglia, arrivando a circa un paio di centimetri dal bordo, poi infilateci la bottiglietta-cupola capovolta sopra (se avete usato il deflussore per flebo assicuratevi che la valvola sia aperta) e spingete con delicatezza la bottiglietta-cupola fnché sarà arrivata a galleggiare più o meno all'altezza del bordo della bottiglia (1~2 cm di aria dentro) e chiudete l'altra imboccatura del tubetto con il dito (o chiudete la valvola del deflussore flebo).

Per simulare l'ingresso del gas, soffiate delicatamente dentro il tubetto: la bottiglietta-cupola si alzerà di conseguenza. Quando è sufficientemente alta, chiudete il tubetto col dito (o la valvola del deflussore).
Per simulare l'uso del gas, fate uscire delicatamente aria dal tubicino (o aprite a metà la valvola del deflussore): la bottiglietta-cupola si abbasserà lentamente.

In presenza di adulti, e in una situazione MOLTO controllata, sarebbe possibile immettere una piccola quantità di gas nella cupola, poi collegare il tubicino a un piccolo becco a gas e mostrare che è possibile pilotare una fiammella che brucia mentre scende lentamente il livello della bottiglia. Tuttavia questo tipo di esperienza, di nuovo, va provata in presenza di adulti e lontani da qualsiasi altra fonte di combustione, insomma: NON PROVATECI A CASA!

Buon divertimento.

VLOG 184: Il gasometro #OperazioneNostalgia

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Benvenuti nel mio laboratorio, viaggiatori: sono Grizzly e oggi voglio parlarvi del gasometro.
A sentire - la prima volta - questa parola, uno può pensare che «gasometro» abbia a che fare con la "misurazione" del gas, in realtà no: il gasometro era un edificio destinato a contenere del gas, in attesa che fosse inserito nella rete.
Ora, esistono due tipologie molto diffuse di gasometro: il principale è - appunto - un edificio (un edificio fisico), dentro questo edificio c'era una specie di pistone che si alzava (un po' come dentro una siringa) mano a mano che veniva immesso del gas all'interno dell'edificio; questo pistone si sollevava, ed era il peso stesso del pistone a tenere il gasometro "in pressione".
Ma un altro meccanismo per costruire un gasometro, che  in fondo è quello che dà subito l'idea del gasometro, è il cosidetto «gasometro a cupola».
E dà subito l'idea del gasometro perché quando uno pensa a un gasometro, quello che gli viene in mente è questo: la classica immagine della «gabbia di metallo».
E quand'ero piccolo e mi dicevano: "Sì, quello è il gasometro: serviva a contenere il gas" e io guardavo la gabbia, dicevo "Ma... come si fa a mettere del gas DENTRO UNA GABBIA? Non credo che il gas rimanga perché c'è la gabbia!"
A meno che - magari - la gabbia non fosse coperta da un telo, da qualcosa del genere: mi ero costruito queste cose in mente.
In realtà no: il gasometro non è visibile, la gabbia è la struttura che serve a "tenere dritta" la cupola, evitare che la cupola possa capovolgersi, la cupola si trova sotto la gabbia.
Per farvi capire un pochettino il concetto, ho costruito un piccolo modellino di gasometro, che adesso vediamo da vicino.
Ora questa struttura - costruita con delle cannucce e del fil di ferro - simula quella gabbia, e quella gabbia serve - appunto - alla cupola.
La cupola si trova al di sotto: quando lo stabilimento produceva del gas, lo pompava all'interno del gasometro, la cupola si sollevava, come succede adesso (che io soffio dentro questa bottiglia).
Una volta che la bottiglia (in questo caso: la cupola) del gasometro era piena di gas, restava in alto, la gabbia la teneva ferma, evitava che potesse cavolgersi; poi - quando veniva utilizzato il «gas di città» dalla città, quando si accendeva l'illuminazione stradale etc. si aprivano i rubinetti del gas e - come vedete - la bottiglia sta scendendo molto lentamente, perché è il peso della cupola - che teneva il gas in pressione - che permetteva al gas di uscire dalle tubature, come sta avvenendo in questo momento molto lentamente con la bottiglia.
Il principio di funzionamento del gasometro è molto semplice: si riempie di gas e lo tiene - con il suo peso - in pressione, quando c'è bisogno che il gas esca e venga utilizzato dalla rete, è il peso stesso della cupola a spingere il gas fuori dal gasometro e - attraverso i tubi - mandarlo nell'illuminazione stradale, nei becchi d'illuminazione che c'erano dentro le case, etc.
Bene: oggi voglio parlarvi del gasometro, perché questa è una puntata letteralmente "vecchia di un secolo" di Diario di Viaggio on the road Operazione Nostalgia!
[♪♫♪]
Apriamo il rubinetto del fornello in cucina, mettiamo l'acqua sul fuoco e ci facciamo un bel piatto di pasta. Il gas che bruciamo, per far bollire l'acqua, probabilmente è stato estratto da un giacimento magari nel Mare del Nord ed è arrivato sino alla nostra casa, passando da una fitta e complicata rete di tubature che attraversano tutto il continente, e il gas arriva bello, pulito e comodo fino a casa nostra.
Naturalmente non è stato sempre così, perché riuscire a costruire un'infrastruttura in grado di trasportare il gas da un continente all'altro è una cosa che richiede una grandissima capacità logistica, economica, amministrativa etc, quindi in passato si preferiva - invece - produrre del gas a basso costo direttamente in città, in un periodo in cui ancora non c'era la corrente elettrica e quindi l'illuminazione stradale - durante la notte - veniva gestita interamente con il gas (che veniva anche chiamato - appunto - «gas illuminante»).
Come produrre gas velocemente e a basso costo? Beh, il sistema più efficace è la «distillazione del carbon fossile»: si partiva dal carbon fossile (tipicamente dal litantrace), lo si scaldava in un forno a una temperatura molto elevata, liberando il cosidetto "gas d'aria", poi sul litantrace in forno si faceva passare del vapor d'acqua, liberando il cosidetto "gas d'acqua".
Il risultato era un «syngas», un gas di sintesi che era una miscela - in proporzioni variabili - di monossido di carbonio (che sì: è infiammabile. Scommetto che non lo sapevate), diossido di carbonio (che sì: NON È infiammabile, e infatti era una sostanza che dava problemi a questo gas), idrogeno, metano e altri gas (talvolta si trovava dell'etilene). Tra le altre cose questo processo liberava una sottilissima polvere di carbone, che poi entrava nei circuiti, entrava nei tubi e tendeva - nel corso del tempo - a incrostare i tubi, che dovevano poi venire puliti; la fiamma bruciava facendo delle scintille, bruciava male perché c'era il diossido di carbonio, però quantomeno era un sistema molto veloce di produrre del gas: non c'era bisogno di chissà qualche cosa, bastava del litantrace e del calore, una fornace.
Ovviamente, oltre ad avere un sistema per produrre velocemente del gas, ci doveva essere un sistema per poter conservare questo gas, perché non lo si poteva produrre in tempo reale ("Allora ragazzi: cominciate ad accendere il forno, perché fra un'ora dobbiamo accendere le luci stradali!"), quindi durante la giornata si produceva il gas, e il gas che veniva prodotto, da qualche parte doveva essere stoccato.
Dove stoccare il gas? La maniera più semplice era quella di infilare tutto il gas in un gasometro. Quindi durante l'arco della giornata veniva cotto il litantrace, veniva prodotto il «gas di cokeria», fondamentalmente (questo gas illuminante), infilato dentro il gasometro, si alzava la cupola del gasometro fino a quando si poteva riempire completamente, però arrivati alla sera, quando si accendevano le luci stradali, quando si accendevano le luci nelle case (nelle case delle persone più ricche, che avevano l'illuminazione a gas), c'erano questi becchi a gas anche dentro le case: si apriva il gas, si accendeva e quindi - mano a mano che venivano accese le varie lampade a gas - la cupola del gasometro cominciava lentamente a scendere e si consumava il gas che era stato accumulato sino a quel momento.
Il sistema funzionava, era un sistema molto semplice, molto banale ma molto funzionante, talmente funzionante che si è utilizzato veramente per tantissimo tempo.
Il funzionamento del gasometro - fondamentalmente - è questo: quello della cupola che veniva riempita di gas e galleggiava su dell'acqua, quindi si creava una sacca di gas sigillata dall'acqua, ed era il peso stesso della struttura a creare quel minimo di pressione che serviva a far uscire il gas.
Naturalmente adesso si utilizzano sistemi molto più efficienti (e molto più efficaci) per conservare il gas: il più semplice è quello di comprimere il gas e renderlo in forma liquida, il gas compresso e liquefatto è utilizzato ormai dappertutto (dalle bombole ai serbatoi di GPL, a strutture molto più grosse) e naturalmente è un meccanismo estemamente più efficiente, perché un gasometro medio era in grado di stoccare - approssimativamente - intorno ai 50mila metri cubi di gas.
Cinquantamila metri cubi di gas, se vengono compressi e liquefatti, naturalmente tendono ad occupare uno spazio molto inferiore: per esempio il metano a 15 gradi, un metro cubo di metano (a 15 gradi alla pressione di 1 atm) se viene compresso e liquefatto, può essere ridotto approssimativamente da un quinto a un sesto del suo volume.
Quindi immaginatevi: tutta questa struttura enorme sarebbe potuta essere sostituita, veramente, da pochi grandi serbatoi di GPL.
Ovviamente adesso i gasometri non vengono più utilizzati e sono diventati un pezzo di «archeologia industriale», però ci sono dei piccoli gasometri che trovano ancora utilizzo in questo momento, soprattutto per la produzione di biogas, perché non ha molto senso andare a cercare di comprimere tutto il gas che viene prodotto in tempo reale, perché se ne produce pochissimo (è gas di fermentazione); quindi il gas di fermentazione viene - intanto - accumulato in un piccolo gasometro, quando si ha una quantità sufficiente di gas, si fa girare il compressore, lo si comprime e si fa diventare allo stato liquido. Quindi - diciamo - per questo viene utilizzato qualche piccolo gasometro: naturalmente non strutture da 40mila~50mila metri cubi.
Insomma: questo era il gasometro. Sicuramente avrete visto qualche gasometro in occasione di grandi attività culturali, perché - dato che c'è molto spazio libero - ormai vengono utilizzati per fare concerti o per fare attività teatrali, attività culturali di ogni genere, e sono - appunto, come dicevo - diventati ormai dei pezzi di pura archeologia industriale.
Sapevate che il gasometro serviva a questo? Sapevate che, prima che arrivasse la metanizzazione con la distribuzione del metano lungo tutto il continente, c'era questa necessità di produrre il gas in ambito locale?
Sapevate che esisteva il gas di sintesi, il syngas? L'avevate mai sentito nominare?
Nella vostra città c'è un gasometro? Avete altre curiosità che riguardano i gasometri? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era Operazione Nostalgia. Come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto, condividere questo vlog ed iscrivervi al canale, noi ci vediamo alla prossima, ciao a tutti!

domenica 24 settembre 2017

VLOG 183: I gas tossici

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road e questa è una stazione di «odorizzazione» del gas metano, perché il gas metano (in forma naturale) è completamente inodore, e quindi viene aggiunto un composto (di solito un «tiolo», o «mercaptano») per dargli il caratteristico odore.
E oggi parleremo anche dell'odore del gas, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Recentemente alla solfatara di Pozzuoli tre persone hanno perso la vita. È stata una notizia veramente molto brutta, è un fatto veramente molto triste, ma è stato anche un fatto che mi ha lasciato pensare parecchio.
Noto una cosa: in molte situazioni di questo genere la "cultura" che uno ha di questi principi viene soprattutto dal cinema.
Immaginate una «nube di gas tossico»: nel cinema, in un film, quello che vedremo è una «nube», un gas colorato, qualcosa di grigio, di bianco... o magari di giallo... di verde!
Un «fumo» che si avvicina, qualcosa che ha un odore penetrante, qualcosa che «si sente», qualcosa che cominci a sentire e dici "Scappiamo: qui c'è del gas tossico!"
E invece - purtroppo - non è così e, ciò nonostante, tantissimi pensano ancora a questo, anche se nella cronaca non è raro sentire di persone che sono morte a causa di un'intossicazione... magari da monossido di carbonio.
Il problema è proprio questo: un «gas tossico» non è come lo vediamo in un film, un gas tossico può essere qualcosa di totalmente invisibile.
Una veloce digressione: il nostro corpo - il nostro cervello - per funzionare ha bisogno di ossigeno. Da dove prende l'ossigeno? Dall'aria che c'è intorno a noi, da quello che stiamo respirando.
In quest'aria c'è una miscela di vari gas: c'è dell'ossigeno, c'è della... anidride carbonica (in effetti è del "diossido di carbonio": chiamiamola così), c'è dell'azoto, ci sono altri gas, e c'è una certa percentuale di ossigeno (al livello del mare c'è circa il 20~21% di ossigeno), noi respiriamo, con la respirazione l'aria entra nei polmoni e recuperiamo l'ossigeno.
Quando - per esempio - andiamo in alta montagna (sopra i 1000~1500~2000 metri) notiamo che facciamo 50 metri ("Dai: andiamo in quel rifugio") e a metà strada, a 25 metri, ci fermiamo col fiatone, colla lingua che striscia per terra.
Perché mano a mano che ci alziamo la presenza di ossigeno nell'aria è più bassa, quindi con il ritmo di respirazione che abbiamo, normale, introduciamo la stessa quantità di aria, ma in quella "stessa quantità di aria" che introduciamo sempre, c'è meno ossigeno. Quindi abbiamo meno ossigeno a disposizione per il nostro corpo.
Ora che cosa succede quando c'è un «gas tossico», che cosa significa che c'è un gas tossico?
Se in un ambiente c'è troppo diossido di carbonio e troppo poco ossigeno, quando noi respiriamo introduciamo poco ossigeno, quindi possiamo acquisire poco ossigeno.
Se un ambiente si satura di un altro gas, se un ambiente si satura di azoto o si satura di monossido di carbonio... nel caso del monossido di carbonio introduciamo nel nostro corpo un gas che ha la capacità di legarsi all'emoglobina (quella che è presente nel nostro sangue e che serve a trasportare l'ossigeno), si lega all'emoglobina, sostituisce l'ossigeno e quindi rende i globuli rossi - virtualmente - inutili.
Quindi che cos'è un'atmosfera con un gas tossico? In realtà QUALUNQUE atmosfera in cui non c'è ossigeno, qualunque situazione in cui non c'è ossigeno.
E il problema è che non necessariamente in un'atmosfera in cui non c'è ossigeno ci si può rendere conto di questa situazione.
Molti gas che possono sostituire l'ossigeno (come appunto il monossido di carbonio) sono chiamati "Nemici Invisibili", perché non li vedi, non c'è una nuvola colorata, non c'è un odore caratteristico, non c'è un sapore che hai in bocca... non c'è NIENTE: è la stessa aria che respiri tutti i giorni, e improvvisamente cominci a sentirti male.
Puoi capire che è un gas pericoloso e cercare di uscire, ma puoi anche non capirlo. Puoi anche dire "Perché mi gira la testa? Io non sento nessun gas, non c'è nessun pericolo..."
Come dicevo all'inizio di questo vlog, il gas metano (il gas di città) viene sottoposto a un processo definito «odorizzazione», perché il gas naturale, il metano, il propano, il butano... tutti quei gas che utilizziamo nell'ambito della cucina (il metano se gas di città, il propano e il butano se usiamo il gas in bombola) sono gas che - allo stato naturale - sono completamente inodori, completamente insapori, completamente incolori: non è possibile rilevare la presenza di questo gas "a naso" o "a occhio".
Il metano era il cosiddetto "Gas di Miniera", il grisù: creava delle miscele facilmente infiammabili e facilmente capaci di produrre anche delle esplosioni bruciando molto velocemente.
E non si poteva determinare la presenza del metano in miniera, perché non si sentiva l'odore del metano. Ecco che si usavano le Lampade di Davy o - addirittura - i famosi canarini.
Quindi quando si distribuisce un gas, come il gas naturale (come il metano) nella rete cittadina, è importante fare in modo di mescolarlo con una sostanza che permetta di sentirne l'odore, e quindi di capire facilmente (già "a naso") se c'è una perdita di gas.
E ovviamente il metano - per esempio - non è solo un gas infiammabile (e fortemente esplosivo), ovviamente è un gas tossico, perché si sostituisce all'ossigeno: respirando in un'atmosfera satura di metano, si può rimanere intossicati.
Ed ecco che in una palude, o in una zona vulcanica (in una solfatara) ci possono essere delle pozze dove ristagnano gas come il diossido di carbonio, il monossido di carbonio, il metano o altri idrocarburi.
Alcuni gas dello zolfo hanno degli odori caratteristici (per esempio alcuni solfuri d'idrogeno hanno il classico odore delle uova marce), ma altri gas - che possono andarsi a sostituire all'ossigeno - che magari sono più pesanti e quindi tendono a restare dentro, in basso, e quindi a riempire le pozze, possono non avere nessun odore.
Ed ecco che entrare in una pozza satura di questo gas, di un gas QUALSIASI diverso dall'ossigeno, può provocare - anche molto velocemente - un'intossicazione. Perché noi respiriamo, ma non introduciamo più ossigeno, quello che succede è che manca l'ossigeno, e mancando l'ossigeno c'è il rischio che le funzioni si compromettano, mancando l'ossigeno il cervello non può funzionare, mancando l'ossigeno i muscoli non possono funzionare.
C'è la possibilità di perdere i sensi, di perdere conoscenza, ma soprattutto, non introducendo più ossigeno, in pochissimi minuti c'è la terribile possibilità di morire!
Quello che bisogna capire è che il gas, i gas velenosi, i gas tossici, i gas diversi dall'ossigeno possono uccidere e lo possono fare in maniera subdola, lo possono fare senza che ce ne accorgiamo.
Concludo qui questo vlog, che vuole essere più un modo di lanciare un messaggio, il messaggio che in determinate zone (come - per esempio - nelle solfatare e nelle zone vulcaniche), dove ci sono delle aree in cui è indicato un pericolo, bisogna pensare che il pericolo c'è ed è costante, anche se non si vede, anche se non si sente: non c'è nessun odore, non c'è nessun colore, non si sentono sapori in bocca, ma il pericolo c'è, è lì. Può essere una invisibile sacca di gas che non può essere respirato, può essere un'invisibile gas che può provocare molti danni.
Ci sono dei gas - come il monossido di carbonio - che possono andarsi a sostituire all'ossigeno sull'emoglobina, ma ci sono dei gas che possono provocare reazioni anche peggiori: ci sono dei gas che possono avere come reazione la condensazione di liquidi all'interno dei nostri polmoni e farci - praticamente - annegare! Non è che se non si vede nulla, se non si sente nulla, se non c'è nessun odore, il pericolo non c'è: il pericolo c'è, ed è costantemente lì ed è un pericolo invisibile, di cui bisogna SEMPRE pensare, bisogna sempre tenere a mente che il concetto "gas tossico" non significa "nuvola colorata dall'odore penetrante" e tutto il tempo di potersi allontanare: può significare - veramente - nessun colore, nessun odore, nessun sapore in bocca, una leggera sensazione di mal di testa e poi - improvvisamente - trovarsi in terra.
Quindi ricordatevi questo. Io la domanda che vi faccio è semplice: è mai successo nella vostra città di un'intossicazione di monossido di carbonio di cui si è parlato? Qualcuno che è rimasto intossicato? E magari è successo qualcosa - invece - di legato ad altre tipologie di gas? Sapevate che il metano e i gas naturali sono inodori?
Discutiamo! Se avete dei dubbi su quelli che possono essere i pericoli di gas tossici, parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io sono Grizzly, spero - con questo vlog - di essere riuscito a lanciare un messaggio, un messaggio importante, che è il messaggio che esistono dei nemici invisibili e bisogna ricordarsi che esistono questi nemici invisibili. Se ci sono riuscito vi ricordo di fare pollice-in-alto, di condividere questo vlog con i vostri amici, soprattutto con gli amici che pensano che un «gas tossico» sia - appunto - quello che si vede in un film (questa nuvola colorata puzzolente), quando invece un gas tossico può non essere affatto niente del genere.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto, che no: non è affatto tossico, anzi... proprio libera anche le narici quando c'è il raffreddore!
Inoltre, se mi seguite anche sul mio canale Telegram, che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Detto questo, come sempre grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

giovedì 21 settembre 2017

VLOG 182C: L'orsa KJ2 in Trentino

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Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly e questa è una puntata un po' particolare di Diario di Viaggio on the road.
Sono sul sentiero che gira intorno al Lago di Terlago (che vedete qui alle mie spalle): dietro di me potete vedere la Paganella in «enrosadira», perché è l'alba (sono le sei e mezza del mattino, le 6:40~6:45 più o meno).
E son venuto qui per una ragione ben precisa: questo sentiero fa il giro intorno al lago, però in quella punta di là, a un certo punto, c'è un altro sentiero che parte che poi va a finire qui dietro, va a finire a Cadine: è il cosidetto "Giro di Sorasas" ed è il luogo nel quale quest'anno c'è stata l'ultima aggressione dell'orsa KJ2, quella che ha "decretato" - in qualche modo - l'uccisione dell'orsa (la soppressione dell'orsa) da parte della Provincia Autonoma di Trento, perché si è deciso che quest'animale era diventato troppo pericoloso.
Bene. Oggi sono qui per parlare proprio di questo, un po' perché sono il Grizzly e quindi in fondo l'orso bruno è - in qualche modo - l'orsa bruna è la mia lontana cugina, ma in parte perché (scherzi a parte) vorrei parlare seriamente della situazione.
L'orsa KJ2 non era la prima volta che aggrediva una persona, non è la prima volta che si è avvicinata così tanto alle zone abitate, qui dietro c'è il paese di Terlago, qui sopra c'è il paese di Cadine: siamo VERAMENTE in una zona particolarmente abitata e quindi già, innanzi tutto, questa era una situazione molto a rischio. Il fatto che l'orsa si sia già spinta ad aggredire un'altra volta una persona l'ha resa un animale particolarmente pericoloso.
Per questo motivo - nonostante quello che possano dire tutti gli ambientalisti, tutti gli animalisti (che - tra le altre cose - sono venuti anche qui a Cadine, facendo una manifestazione molto discutibile, perché a un certo punto hanno cominciato a scaricare insulti anche nei confronti degli abitanti di Cadine, che non c'entrano nulla con questa storia!) - ciò nonostante devo dire che, personalmente, mi trovo d'accordo con l'idea che - una volta che si è determinato che l'animale KJ2 era troppo pericoloso - si è preferito sopprimerla.
Ora c'è un discorso che va alla base, che è quello che sono stati introdotti molti orsi in Trentino (prendendoli dallla Croazia se non ricordo male), perché non ce n'erano più. E adesso si sta presentando il problema opposto: cominciano ad esserci un po' troppi orsi. Quello che manca - naturalmente - è la sicurezza, è il controllo: ci sono molte cose sulle quali si potrebbe parlare. Sicuramente sono stati fatti degli errori, degli errori che sono stati fatti alla base, nella "diffusione" degli orsi nella Provincia Autonoma di Trento, ma non credo che aver deciso di sopprimere KJ2 sia stato un errore: al contrario la decisione di sopprimere KJ2 - secondo me - è stata una conseguenza di politiche e procedure sbagliate, ma è stata una conseguenza inderogabile: non c'era - a quel punto - null'altro da fare.
Sicuramente è triste, sicuramente è difficile pensare che un animale (che tra le altre cose è protetto) arrivi al punto di dover essere soppresso. Ma questo è quello che penso io: si sono fatte delle politiche sbagliate e, a seguito di queste politiche sbagliate, si è arrivati alla necessità di sopprimere l'orso.
Comunque - come ripeto - questo è quello che penso io: voi invece che cosa ne pensate? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Per piacere: cerchiamo di mantenere la discussione pulita, la discussione ordinata e cerchiamo di evitare gli insulti e le considerazioni "al di fuori": io - come ripeto - quello che penso è che i fatti sono stati sbagliati sin dall'inizio e - purtroppo - la soppressione dell'orso è una conseguenza dei fatti che sono stati sbagliati sin dall'inizio, però sono aperto alle vostre considerazioni.
Io sono Grizzly, noi ci vediamo alla prossima: ciao a tutti!

domenica 17 settembre 2017

VLOG 182B: A contatto con la natura

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Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly, oggi è il 15 agosto e c'ho il maglione... ma è una giornata fresca, non è una giornata fredda: questo lo ammetto. Però quantomeno in Sicilia non sarei con il pile!
Sono sul Monte Bondone, in provincia di Trento, e sono venuto qua in questo pianoro circondato dagli abeti, dai larici, questo è un posto molto tranquillo, molto silenzioso... [silenzio e rumore di uccellini lontani sul fondo]
ecco: si sentono cinguettare gli uccelli, si sentivano dei richiami, si sentono gli insetti e... non siamo molto lontani dalla strada, in realtà siamo a 200 metri dalla strada della Malga Brigolina: non c'è molta confusione, ma...  soprattutto per essere oggi il 15 agosto, ma è un posto veramente molto tranquillo.
E mi sono fermato qua, ho pensato di prendere la telecamera e di girare questo video, perché questo è un posto che ho scoperto fondamentalmente per caso: stavamo passeggiando, ho visto questo sentiero, mi sono inoltrato e ho trovato questo spiazzo bellissimo, ho pensato di fermarmi...
Perché quello di cui vorrei parlarvi è il contatto con la natura. Il contatto con la natura, che è una cosa che anche in questo momento, che magari state guardando questo video su YouTube (magari col vostro dispositivo, con il vostro computer) è qualcosa che è un pochino dimenticato, no?
Questo è uno di quei posti in cui il telefonino prende malissimo, la connessione a internet fa cilecca, per cui è un posto in cui ci si può anche staccare un po' dalla tecnologia e riscoprire un po' il piacere di stare in un pianoro, in una zona naturale a godere un po' del fresco, a godere un po' della natura, dei suoni della natura, è una cosa che credo che, piano piano, manchi moltissimo a tantissime persone: vedo che c'è chi vive la montagna come un modo per guardare il panorama, ma poi cosa si fa? Si parte in macchina, si va fino al ristorante, scendi dalla macchina, entra nel ristorante, mangia. "Sì, sì: ho mangiato benissimo, sì che bel panorama", ma poi risali in macchina e vai via.
La montagna è un posto che si può vivere non solo in inverno venendoci a sciare, ma anche in estate venendo a scoprire dei posti tranquilli come questi, dove semplicemente sedersi e rilassarsi per un istante.
E questo io vi invito a fare: vi invito a scoprire un posto tranquillo, un posto dove venire solo per rilassarsi, imparare a disconnettersi dalla tecnologia e disconnettersi dal mondo moderno, magari per un'ora, giusto il tempo di venire, respirare un po' d'aria, ascoltare un po' la natura... [suoni naturali sullo sfondo]
Che ne pensate? Parliamone nei commenti qua sotto: se c'è un posto che conoscete, se avete scoperto un posto del genere magari nella vostra infanzia e volete un attimo riscoprirlo, oppure se pensate che ci potrebbe essere un posto, magari vicino casa vostra, magari non molto lontano da casa vostra. Oppure - non so - un posto lontano da casa vostra ma che vorreste visitare. Parliamone.
Io sono Grizzly: noi ci vediamo alla prossima!