domenica 23 aprile 2017

VLOG 161: Scoprire nuovi canali YouTube

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Se voi state guardando questo vlog, significa che - probabilmente - avete "scoperto" questo vlog e avete, in qualche modo, scoperto il mio canale YouTube.
La cosa interessante è proprio questa: come avete scoperto il mio canale YouTube? Se volete, rispondetemi nei commenti, intanto noi cominciamo il vlog: sigla!
[♪♫♪]
La piattaforma YouTube è un interessantissimo strumento per condividere le proprie idee con gli altri, per condividere i propri contenuti con gli altri, per mostrare di saper creare dei contenuti di qualità, o dei contenuti senza qualità: per carità. Ci sono anche moltissimi video che sono registrati col telefonino solo per far ridere gli amici. Ci sono dei video che sono semplicemente dei ricordi che vengono condivisi con qualche familiare lontano, in una maniera molto più semplice che inviandogli il video - non so - dall'Italia all'Australia. Dice: "Guarda, ti carico il video (non so) del battesimo del bambino, così lo potete guardare in Australia".
Insomma: sulla piattaforma ci sono tante piccole e grandi storie. E ci sono delle persone che pubblicano dei contenuti su YouTube, con una cadenza ordinata (con - magari - una certa qualità), con l'idea di intrattenere le persone; cerco di fare - nel mio piccolo - qualcosa del genere anche io, di per sé.
Ora, il problema di YouTube è che c'è *tantissima* *roba*, ma veramente tantissima: ogni giorno, nell'arco di 24 ore, su YouTube viene caricata una "sequenza" di video che - guardati assieme uno dietro l'altro - fanno non so quanti CENTINAIA DI ANNI, ogni singolo giorno.
Quindi è facile immaginare che riuscire a trovare qualcosa in questo _mare magnum_ non è certamente molto semplice.
Per carità: ogni tanto riescono a saltare fuori delle chicche particolari, ma una delle cose che aiuta sicuramente tantissimo sono quegli youtuber che cercano di "catalogare" i contenuti e di parlare di chi cerca di mettere nei suoi contenuti un po' di cura, un po' d'interesse, di condividere con gli altri qualcosa che sia piacevole da stare a guardare.
In questo caso il canale di cui vi parlo oggi, come contenuto principale che realizza, realizza proprio questo: cercare di parlare degli altri youtuber, di mostrare delle persone (presenti sulla piattaforma) che mettono il loro impegno nel realizzare qualcosa di bello, di piacevole, d'intrattenimento; quando posso, anche io cerco di fare la stessa cosa, ma la collego al mio format principale, che in fondo è sulla cultura generale.
Naturalmente sto parlando di Miglioshin e del suo canale Guida YouTube. Prima di continuare vi lascio il link del suo canale sul doobly-doo e sulla scheda: andate, iscrivetevi al suo canale e troverete moltissimi contenuti che presentano moltissimi youtuber veramente molto bravi, veramente molto meritevoli, e quindi scoprirete tantissimi youtuber che - probabilmente - non conoscevate già.
In ogni video della playlist "Guida YouTube" lui ci parla di uno youtuber, ci presenta i suoi contenuti, ci spiega quali sono i contenuti che troveremo sul suo canale, ci spiega in che modo realizza i suoi contenuti, ci mostra alcuni spezzoni... ed è molto simpatico nel raccontare queste cose, che non sono una semplice lezioncina di una persona messa lì che parla, parla, parla, parla... sono molto interessanti e - comunque - molto ben curati e sono un modo, come ripeto, molto interessante di scoprire nuovi youtuber.
Ora per cominciare, infatti, voglio segnalarvi la presentazione di uno youtuber che seguo (anche questo canale) sin dai suoi albori: è una persona molto simpatica e che ha un modo tutto particolare di realizzare dei montaggi.
Io sto parlando di Acnectu, e il primo video che vi segnalo di Miglioshin è la presentazione del canale di Acnectu: lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Andate, dategli un'occhiata; di nuovo: iscrivetevi al canale di Miglioshin e, se non lo conoscevate già, iscrivetevi anche al canale di Acnectu, perché è veramente molto bravo, molto simpatico e molto divertente.
Ma il buon Miglioshin non ci parla solamente di youtuber: ci sono dei momenti nei quali riesce a creare dei siparietti comici veramente molto simpatici, e uno di questi siparietti che voglio presentarvi (che mi ha fatto ridere tantissimo) è "Mago Cinzio: risolve tutto!": ve lo lascio linkato anche quello sul doobly-doo e sulla scheda.
Andate, dategli un'occhiata: è un modo simpatico per «staccare un po'» dall'argomento di tutte le volte, e soprattutto è una forma d'intrattenimento che trovo veramente molto divertente.
Naturalmente, restando nell'ambito di YouTube, capita che sul suo canale faccia dei vlog parlando anche di argomenti che sono legati un po' a questa piattaforma. E sicuramente voglio parlarvi di uno di questi vlog, in cui ci ha parlato con molta calma e con molta attenzione della piaga del Freebooting. E ho trovato questo video veramente molto interessante, l'ho trovato un approfondimento molto utile, ma soprattutto l'ho trovato un modo veramente eccellente per presentare il fenomeno del Freebooting a chi non è un esperto della piattaforma e non sa che cosa si cela dietro all'idea stessa del Freebooting.
Quindi l'ultimo video che vi segnalo di questo canale è: "Nella mia testa. Freebooting". Lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate, dategli un'occhiata, se non sapete cos'è il Freebooting questo video vi aiuterà ad avere le idee un po' più chiare, e soprattutto - come ripeto - iscrivetevi al canale di Miglioshin, perché è molto bravo: è una persona che ci permette di scoprire tantissimi canali veramente molto interessanti.
E torniamo quindi all'argomento del giorno (dal quale, in realtà, non ci siamo discosti poi di molto), perché la mia domanda è appunto: voi come fate a scoprire nuovi contenuti e nuovi youtuber? Leggete i commenti che vedete sotto ai video? O guardate i video correlati? Guardate i video consigliati?
Oppure utilizzate, per esempio, quei videotag che sono stati lanciati da alcuni grandi youtuber, come il "Progetto Xivions" di Livio Marcone, o il "progetto Unity" del Doctor Vendetta?
O magari della playlist "#CosaGuardiamo", che era stata rilanciata da Daniele Doesn't Matter, gli Hmatt e Alicelikeaudrey: potrebbe essere anche quello un sistema interessante.
Oppure non lo so: magari facendo la ricerca su YouTube. La domanda è semplice: come fate a scoprire nuovi contenuti e nuovi youtuber? Ditemelo in un commento qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene miei cari ragazzi, io sono Grizzly, ho concluso questo vlog relativamente leggero: come sempre vi ricordo, se sono riuscito a incuriosirvi (o a farvi scoprire qualche nuovo canale) di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram, in maniera tale che anche i vostri amici possano scoprire nuovi canali.
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito, e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto... e che in fondo è un valore aggiunto: quanti altri canali posso dire di fare lo stesso?
Inoltre, se v'iscrivete al mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda), riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Prima di concludere, vi ricordo che se c'è un argomento vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 16 aprile 2017

VLOG 160: Nuovo smartphone e anello... magico? (speciale Pasqua 2017)

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[♪suono magico]
Lo sapevo: 'sta porcata cinese non funziona... Vabbè: pure io che compro la roba su eBay, va!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Puntata di Pasqua, per cui: Buona Pasqua a tutti quelli che la celebrano, buona domenica a tutti quelli che - come me - non la celebrano, buona settimana a chi - invece - questo video lo guarderà nel corso della settimana...
eeh wow: qua sta succedendo più o meno la stessa cosa del mio video di capodanno, che io dico "buon anno a tutti", poi magari voi guardate questo video a ferragosto...
Beh, se state guardando questo video a ferragosto, nel caso: BUON FERRAGOSTO!
Scherzi a parte, visto che è la domenica di Pasqua, visto che probabilmente molti di voi saranno impegnati in «grandi attività gastronomiche» nel corso dei prossimi due giorni (con pranzi pantagruelici, cene luculliane e - domani - grigliate cosmiche), mi sembrava il caso di fare un vlog leggero e facile da digerire.

Ho finalmente cambiato lo smartphone, sono passato dal glorioso Galaxy Note 3 NEO, che mi ha accompagnato da luglio del 2014 ed è stato - comunque - un telefono che ho trovato particolarmente affidabile e particolarmente funzionale e che ho dovuto cambiare principalmente perché tutte le applicazioni che si sono aggiornate - nel corso del tempo - sono diventate sempre più lente e instabili.
Comunque: sono passato dal Note 3 NEO al molto più funzionale Samsung Galaxy J7 2016...
che no: non è questo che state guardando in questo momento, vi sto trollando e vi sto mostrando *nuovamente* il Note 3 NEO. Il J7 in realtà è questo e - infatti - se li mettiamo a confronto uno accanto all'altro, esteticamente (soprattutto l'ambito frontale) sono pressoché identici.
La differenza più grossa (che è quella che mi ha piacevolmente stupito) è il flash sulla fotocamera frontale: non sapevo che c'era; cioè, probabilmente leggendo le caratteristiche del telefono in giro sui vari forum, l'avrò anche letto.
Probabilmente da qualche parte c'era scritto, sì «Fotocamera frontale da 5Mpx con flash» e non ci ho fatto troppo caso.
Poi, quando stavo provando la fotocamera, mi apro la fotocamera frontale e mi parte 'sta luce in faccia: "Oh guarda! C'è il flash frontale...", questo mi ha stupito.
Comunque: mi permette adesso - finalmente - di poter trasmettere "in diretta", che è una cosa che sino ad oggi non ho avuto la possibilità di fare, perché il Note 3 NEO con Android 4 era un po' troppo limitato.
Non posso trasmettere in diretta con l'applicazione di YouTube, perché YouTube, che ci dice sempre «Non preoccupatevi del numero di iscritti: quelli arriveranno, non è un limite», poi però un sacco di funzioni le limita a chi ha almeno un certo numero di iscritti. Quindi YouTube - se mi vuoi aiutare e attivare la trasmissione in diretta dal telefonino - sarebbe una gran cosa.
Al di là di quello, però, posso trasmettere in diretta da Twitter, che è il mio social preferito: ho fatto qualche esperimento ed è andato DECISAMENTE molto bene, quindi vi consiglio - se non lo fate già - di seguirmi su Twitter: trovate il link del mio profilo sul doobly-doo e sulla scheda, è il social su cui sono più attivo, è il social con cui mi piace tantissimo interagire con le persone, e a questo punto - visto che ho la possibilità - capiterà ogni tanto che io trasmetta in diretta su Twitter.

Detto questo, voglio raccontarvi una breve storia (una storia che mi riguarda): la storia dell'anello che porto all'anulare della mia mano destra.
Questa storia comincia nell'estate del 1937, comincia a Chianciano Terme: i miei nonni amavano molto l'area di Chianciano, non solo per il discorso delle terme, ma perché avevano degli amici che vivevano in quella zona, gli piaceva molto quell'area (gli piaceva molto il territorio) e quindi frequentavano molto - quando possibile - quell'area.
E proprio in quell'area, in una gioielleria di Chianciano mia nonna nel '37 comprò un anello che regalò a mio nonno: erano fidanzati all'epoca e quest'anello voleva essere, da una parte, una sorta di "regalo di fidanzamento", dall'altra era una cosa che negli anni '30 (nella Sicilia degli anni '30. Dice: "ma erano a Chianciano". Sì, ma in vacanza: sono siciliani i miei nonni. Erano siciliani); nella Sicilia degli anni '30 era molto diffuso il discorso dell'anello che venisse portato dall'uomo. Non dell'anellino, della "fedina", della cosa leggera: dell'anello relativamente vistoso, non eccessivamente vistoso, comunque di un anello che venisse portato dall'uomo come ricordo della moglie, pegno della moglie o qualcosa del genere, no?
Quindi comprò quest'anello, in oro 18K, con un cristallo rosso. Mia nonna, quando ci parlò di quest'anello erano passati mooolti anni (ovviamente!): non ci pensava più, non si ricordava se le era stato detto se questo cristallo fosse un rubino o meno, ma eravamo relativamente dubbiosi che fosse un rubino, anche perché il cristallo era molto grosso, ma l'anello era costato relativamente un prezzo "normale" per un anello d'oro (ma NON per un anello d'oro con un rubino).
Infatti la prova definitiva che - comunque - il cristallo non fosse un rubino era dovuta al fatto che, nel corso del tempo, quest'anello era cascato in terra o aveva sbattuto da qualche parte e la pietra si era scheggiata; e il rubino, con tutta la buona volontà, non è certamente un diamante, ma è una pietra che - sulla scala Mohs - ha una durezza di circa otto virgola qualcosa (8,5~8,7) per cui non è così facile scheggiarlo come sembri.
Ma la prova definitiva l'abbiamo avuta quando successivamente mia nonna prese quest'anello in mano, le scivolò di mano, andò a sbattere contro la soglia di marmo di una finestra, e il cristallo andò in mille pezzi: perché il rubino è 8,5~8,7 sulla scala di Mohs, e il travertino è tre virgola qualcosa (3,5), quindi NO: non può essere che un rubino casca su una lastra di marmo e si spacca, doveva spaccare la lastra di marmo! Ragion per cui pensiamo che quel cristallo più probabilmente fosse qualcosa di meno pregiato ma di molto bello da vedersi, come ad esempio uno spinello.
No, non *QUELLO*, sto parlando citando la battuta del vecchio amico Bilbo Baggiano Baggins, che diceva: «Sono talmente vecchio che, ai miei tempi, l'unico spinello sull'enciclopedia era un minerale»
Comunque, scherzi a parte, tutto il discorso è - appunto - questo qua: quest'anello. Come sono venuto in possesso di quest'anello?
Mio nonno è morto nel 1987 (e io avevo undici anni) e mia nonna le rimase quest'anello, naturalmente "di lato" in mezzo a tutti gli ori, in mezzo a tutte le altre cose. Arriviamo al punto, al momento in cui io compii 18 anni: mia nonna pensò che fosse il caso di farmi questo regalo (di regalarmi l'anello che aveva regalato al nonno) come un ricordo del mio nonno paterno, a cui ero stato molto legato durante l'infanzia, comunque.
Però - naturalmente - la pietra era già scheggiata, quindi disse "un po' mi dispiace farti... regalarti un anello che va sistemato: volevo farlo sistemare io...".
Le ho detto "non c'è problema: vedremo, lo faremo sistemare noi quando avremo tempo".
L'ho tenuto attaccato alla catenina, l'ho tenuto per un po' di tempo, poi l'ho messo da parte: è rimasto così, perché lo mettevo in determinate occasioni al mignolo, poi crescendo purtroppo non mi entrava più. È rimasto messo di lato.
Nel maggio 2008 mia nonna è morta; mentre cercavamo tra le carte per sistemare determinate cose, in un cassetto di casa nostra saltò fuori il contenitore con quest'anello, e mia madre - ricordandosi di quest'anello, del fatto che era un ricordo dei nonni - mi disse: "Senti, dai: va bene, lo facciamo sistemare da qualcuno, così lo puoi mettere."
E dico: "Sì, va bene: mi farebbe molto piacere".
Ora, prende questo anello (che è quello che ho al dito), lo porta in un laboratorio di oreficeria un po' «discutibile» per fare allargare un po' quest'anello: la sua misura era 21, e io porto il 25, quindi era un po' troppo stretto; e - materialmente - anche fare in modo di farci mettere una pietra, infatti adesso c'è stata messa un'onice.
Ora, per poter mettere questa pietra, l'orefice ha pensato di fare una sorta di "sbarra di supporto" sotto l'anello stesso. Nel farlo, nel cercare di saldare questa sbarra, non ha pensato che quest'anello potesse essere in una "mescola" d'oro come si facevano negli anni '30. E - quando ha cominciato a scaldare l'anello per fonderlo - una parte del metallo (della lega di quest'anello) si è BUCATO.
La parte che si è bucata è la parte laterale e adesso vengo a dire una delle cose importanti: quest'anello - che è stato comprato a Chianciano Terme nel 1937 sui due bordi aveva un fregio, una sorta di Giglio Toscano (qualcosa del genere) molto stilizzato ma molto ben fatto, e questo fregio - naturalmente - era fatto A MANO da un maestro orafo toscano.
E questo «genio della lampada» ha fuso il fregio, lo ha DISTRUTTO e, per riparare il danno, ha COPERTO i due fregi bucati con una fogliolina d'oro: mi ha distrutto un anello che - praticamente - quest'estate (del 2017) farà OTTANT'ANNI!
[sospiro]
Ci sono rimasto particolarmente dispiaciuto, devo dirlo, ma ciò non toglie che porto quest'anello al dito con ONORE, perché è un ricordo molto importante dei miei nonni paterni. Lo porto ormai da quasi dieci anni: lo porto da quando mi fu riconsegnato nell'agosto del 2008 (sono quasi dieci anni), ogni volta che lo guardo ripenso ai miei nonni paterni, a come sono stato legato in infanzia ai miei nonni.
A questo punto chiedo a voi: voi portate un anello, un bracciale o una collana, o qualche monile, qualche oggetto che è un ricordo di un vostro familiare?
Oppure vi piacerebbe averne uno? O ancora: ne avete uno, ma preferite non portarlo, preferite conservarlo attentamente, magari in cornice, magari in un contenitore in un cassetto, perché pensate che sia meglio che il ricordo venga "utilizzato" in questo modo, come un «ricordo» e non (tra virgolette) "consumato"...
Cioè: considerate che io quest'anello non me lo tolgo pressoché quasi mai: ci dormo, ci faccio la doccia, ci lavoro. Raramente, in determinate situazioni, me lo tolgo: se devo mettere le mani in qualcosa di complicato, se devo mettermi i guanti, oppure quando faccio il bagno al mare (perché vorrei evitare di perderlo), però è abbastanza stretto, quindi non scivola via facilmente. Ma - al di là, appunto - della situazione di toglierlo in determinate condizioni (e sono molto rare queste condizioni) tendenzialmente ce l'ho sempre al dito, quindi si sta "consumando" un pochettino, si è graffiato un po' dovunque, perché naturalmente mi era stato consegnato bello, lucidato. Ci tengo tantissimo di avere, comunque, sempre con me il ricordo dei nonni.
E appunto chiedo: voi cosa ne pensate? Voi, se aveste un ricordo dei vostri familiari, portereste sempre questo ricordo con voi? Lo portate già? No: pensate che forse è il caso di conservarlo?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, ho concluso: di nuovo vi auguro di passare una buona giornata, di passare una buona giornata di MANGIATE: divertitevi tantissimo!
{e di fare di fare delle eccellenti mangiate: approfittatene perché [colpi da buche sull'asfalto] ci stanno...}
Come sempre vi ricordo, se sono riuscito a incuriosirvi, di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram: di nuovo vi ricordo di seguirmi anche su Twitter, perché ogni tanto cercherò di andare in diretta...
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito, e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto, che anche quello scatena un sacco di ricordi piacevoli!
Inoltre se mi seguite anche sul mio canale Telegram, che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine: se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Ho concluso, per cui - come sempre - grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 9 aprile 2017

VLOG 159: L'Alfabeto Fonetico Internazionale

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono «Golf Romeo India Zulu Zulu Lima Yankee» e questo è «Delta Delta Victor Oscar Tango Romeo»!
Sììì, vi vedo un pochettino confusi: non vi preoccupate, vi spiego tutto dopo la sigla (o - se preferite - dopo «Sierra India Golf Lima Alfa»)
[♪♫♪]
Se vi dico "Domodossola", sicuramente la prima frase che vi viene in mente è "D come Domodossola", la più tipica frase che viene utilizzata (nell'Alfabeto Fonetico Italiano) per identificare una singola lettera.
In fondo l'alfabeto fonetico è questo: l'alfabeto fonetico è un modo di identificare ogni lettera dell'alfabeto con una parola, che inizia con quella lettera dell'alfabeto, in maniera tale che sia chiaro che è *esattamente* quella lettera.
Perché la pronuncia di una singola lettera può generare un minimo di confusione, soprattutto se non si è in grado di "ricevere correttamente il messaggio", per esempio se il messaggio non viene dato a voce ma - magari - via radio, via una situazione di questo genere.
Domodossola, appunto: quella ridente cittadina in Lombardia, nell'hinterland milanese, che - appunto - richiama all'Alfabeto Fonetico Italiano, giusto?
Quasi: perché naturalmente vi sto TROLLANDO molto pesantemente: Domodossola non è in Lombardia, è in Piemonte (è nella provincia Verbano-Cusio-Ossola).
Tra le altre cose non è neanche quella che ho indicato sulla cartina, quella è Cadine: Domodossola è questa.
E ora che sono riuscito a trollarvi, come ha fatto diverse volte il grande John Oliver (ho sempre sognato di poterlo fare una volta anche io, e ci sono riuscito!) parliamo un pochettino dell'Alfabeto Fonetico Internazionale.
L'Alfabeto Fonetico Italiano permette agli _italiani_ (alle persone di lingua italiana) di capire - quando si sta facendo lo «spelling»: quando si sta parlando di qualcosa e si sta indicando qualcosa elencandolo "lettera per lettera" - di capire esattamente a che cosa corrisponde ogni lettera, per esempio se si sta facendo una trascrizione.
Ora immaginate di dover fare una trascrizione di qualcosa che vi viene indicato da una persona straniera, ma che... appunto! Il problema è che la persona è straniera: non parla italiano, parla un'altra lingua, non ha idea - magari - delle varie città italiane (ha più idea delle città della propria nazione), e quindi come si fa?
Eh beh... si cerca di mettersi d'accordo, si utilizzerà un altro tipo di alfabeto.
Ora, ovviamente nell'ambito delle comunicazioni radio (soprattutto nell'ambito delle comunicazioni radio aeronautiche), che sono la cosa che più di ogni altra nei primi anni '50 del XX secolo...
... e sì: siamo negli anni '20 del XXI secolo: mamma mia come mi sento vecchio! Comunque...
... nei primi anni '50 del XX secolo l'ente per l'aviazione civile pensò che sarebbe stato utile trovare un alfabeto fonetico che funzionasse per le persone che venivano da tutto il mondo, per i piloti d'aereo che venivano da tutto il mondo, per poter identificare correttamente una determinata sigla (o una determinata situazione) in maniera tale che qualsiasi operatore, qualunque fosse la sua lingua nativa, fosse in grado di comprendere qual'era la sigla a cui ci si stava riferendo (che può essere una cosa MOLTO IMPORTANTE, soprattutto per evitare di sbagliare quando si "guida" un'aereo, non so, la pista o la rotta e con danni *incalcolabili* ovviamente.
L'Alfabeto Fonetico Internazionale è nato in questo modo: si è sviluppato nell'ambito aeronautico, è arrivato nell'ambito delle comunicazioni radio e si è sviluppato piano piano, diventando de-facto uno standard che viene utilizzato un po' in tutto il mondo per tantissime cose.
Io lo conosco avendo bazzicato parecchio l'ambiente delle comunicazioni radio, perché è molto diffuso nelle comunicazioni radio e lo si usa meccanicamente: infatti ormai l'ho imparato a memoria da molto tempo e quindi lo uso meccanicamente, senza stare lì a pensarci troppo.
Se c'è una parola particolarmente complessa, magari la devo guardare e seguire lettera-per-lettera, ma le parole dell'italiano corrente tendo a riuscire a "pronunciarle" correttamente.
L'Alfabeto Fonetico Internazionale è questo che vedete a schermo (ora - ovviamente - io sto indicando un lato dello schermo, ma non so ancora se riuscirò a trovare un Alfabeto Fonetico abbastanza piccolo da stare in un lato dello schermo, o se dovrò completamente coprire la mia faccia con l'Alfabeto Fonetico): c'è una parola che corrisponde a ognuna delle 26 lettere dell'alfabeto.
La pronuncia di alcune parole può variare leggerissimamente, per esempo la "N": November può essere pronunciato "all'americana", può essere pronunciato "alla britannica" ("novembA") ma si capirà sempre che è quello.
Oltre alle lettere, naturalmente quest'alfabeto comprende anche i numeri. Ora, quando si legge una sigla che comprende lettere e numeri, non solo si tenderà a leggere la sigla "lettera-per-lettera", ma le cifre saranno comunque lette "numero-per-numero", "cifra-per-cifra", per evitare - di nuovo - situazioni di confusione e dover utilizzare parole come "centinaia", "migliaia" etc.
Ora, normalmente nell'uso che si fa dell'Alfabeto Fonetico Internazionale, le cifre vengono lette nella lingua che parlano tutti gli operatori, quindi se stiamo parlando in lingua italiana, probabilmente utilizzeremo le lettere dell'Alfabeto Fonetico Internazionale, ma le cifre in Italiano (per esempio "A10" lo leggeremo "Alfa Uno Zero"), mentre se abbiamo dubbi sulla lingua che parla la controparte, per esempio durante comunicazioni radio a lunga distanza (durante comunicazioni internazionali), si tenderà ad utilizzare la lingua inglese, perché - bene o male - la parlano tutti quanti.
Quindi, al di là delle lettere dell'alfabeto che quelle sono e quelle rimangono, le cifre saranno lette in lingua inglese.
Queste sono le cifre nell'Alfabeto Fonetico Internazionale in lingua inglese. Ora, le prime due cose che noterete sicuramente sono "Zero", che viene detto per esteso "ziro": si tende a non pronunciare "oh" perché così si da proprio l'idea che è la cifra zero, e non eventualmente la "lettera o"...
... e noterete tutti quanti il nove, e noterete quella "r". E prima che tutti quanti mi commentiate qui sotto "Ma Grizzly: nove in inglese si dice nine!": sì. E nell'Alfabeto Fonetico Internazionale si ha l'abitudine a dire "Niner" [nainer] e in alcune versioni dell'Alfabeto Fonetico Internazionale il cinque viene pronunciato "fiver": questo non ha molto senso, e adesso vi spiego perché. Si pronuncia - invece - il cinque "five" ma il nove "niner" per un motivo abbastanza semplice: come dicevo parliamo di comunicazioni radio, quindi comunicazioni che non necessariamente avvengono con una perfetta intellegibilità. Non è detto che la controparte con cui state parlando possa sentire perfettamente il vostro messaggio: ci possono essere disturbi di ogni genere, ci possono essere disturbi elettrici, ci possono essere disturbi dati dalla distanza... e in mezzo a tutti questi disturbi riuscire a capire bene se una cifra che è stata pronunciata era "five" [faiv] o "nine" [nain]... ascoltando la mia voce così: "Five Nine Zero" [faiv nain ziro], ok, si sente, cinque nove zero.
Ma se ci sono disturbi, se sotto c'è un sacco di rumore, se quello che si sente è: "[crrrr]AIV[shhhh]AI[crrr]ERO"?

Ecco: cos'era? Cinque Cinque Zero? Nove Nove Zero? Cinque Nove Zero? Nove Cinque Zero? Ecco che c'è confusione. E allora - per evitare la confusione - il nove viene "allungato": nainer ha una pronuncia differente da faiv.
Anche se c'è rumore di fondo "[chrr]AIV[shh]" è un cinque, "[chrr]AI[h]ER[shhh]" è un nove: si capisce in qualche modo. Poi ci vuole anche tanto orecchio, questo si fa con il tempo, con la pratica.
Ma al di là di questo, la situazione principale è questa. Per questo motivo si usa questo discorso di avere il nove pronunciato in maniera "differente" dal "nove in inglese" e per questo motivo lo zero viene pronunciato "in esteso" (anche se - generalmente - nell'ambito colloquiale si può utilizzare la "lettera o" per indicare lo zero).
L'Alfabeto Fonetico Internazionale è utilizzato molto nelle comunicazioni radio un po' in tutto il mondo: sicuramente guardando qualche film, guardando qualcuno che parla alla radio, o sentendo parlare dei militari avrete sentito nominare queste lettere meccanicamente.
Ora, nelle comunicazioni radio si tende a essere particolarmente stringati, quindi quando si pronuncia qualcosa utilizzando l'Alfabeto Fonetico Internazionale non si pronuncerà ogni lettera come facciamo "all'italiana", per esempio "D come Domodossola, T come Torino" etc: quando andiamo a "sviluppare" una parola nell'Alfabeto Fonetico Internazionale, pronunceremo - semplicemente -  i "nomi" delle lettere (o le cifre) in sequenza una dietro l'altra: ecco perché quando io dico «Sono Grizzly», non dirò «G come Golf, R come Romeo...», dirò semplicemente: «Golf Romeo India Zulu Zulu Lima Yankee»: Grizzly. Veloce ed efficace).

Bene ragazzi: questo era l'Alfabeto Fonetico Internazionale, voi lo conocevate? Avete mai avuto - non so - radioamatori in famiglia e quindi avevate più o meno un'idea di che cos'è l'Alfabeto Fonetico Internazionale?
L'avete mai sentito? Magari lo conoscevate già, lo sapevate già a memoria? O magari vi ho insegnato qualcosa che potrebbe essere utile in futuro, quando si hanno contatti - magari - con l'estero, per poter spiegare alcune cose come scriverle lettera-per-lettera.
Non lo so: parliamone come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag Delta Delta Victor Oscar Tango Romeo: #DdVotr
Come sempre, se sono riuscito a incuriosirvi o a stuzzicare la vostra immaginazione, vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto, che sì: piace anche in ambito internazionale!
Inoltre, se mi seguite anche sul mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine, se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 2 aprile 2017

VLOG 158: Cellulare eTACS #OperazioneNostalgia

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Benvenuti viaggiatori: io sono Grizzly e questo è il mio Bosch Cartel SX/E1, è stato il mio primo telefonino cellulare (con questa antenna estensibile!). L'ho comprato nel - credo - 1995 o forse '96, quindi una ventina d'anni fa.
E non solo è stato il mio primo telefonino cellulare: questo telefonino cellulare non è un GSM, è un "eTACS", è un telefonino "analogico": fondamentalmente allo stato attuale abbiamo gli smartphone che ci permettono di collegarci in internet, di leggere le mappe, di andare sui social, di fare - veramente - la qualsiasi cosa. Con questo telefonino all'epoca era possibile solamente telefonare: solo inviare telefonate o ricevere telefonate.
E basta: non ci si poteva fare - fondamentalmente - nient'altro, tranne forse, viste le dimensioni (e - con la batteria - anche il *peso* dell'apparato), magari tirarlo in testa a qualcuno che ci stava antipatico.
Scherzi a parte, di questo telefonino, anzi in generale della rete di telefonia eTACS voglio parlarvi oggi, perché questo è Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]
Possiamo utilizzare il nostro smartphone in mezzo alla campagna, letteralmente, e ricevere non solo telefonate ma anche informazioni, navigare su internet, guardare dei video (magari voi stessi in questo momento state guardando questo vlog attraverso il vostro smartphone).
Questo perché il dispositivo riceve dalla rete di telefonia mobile digitale una "modulazione radio" che - appunto - è digitale (una sequenza di uno e zero): sarà il vostro smartphone a separare questi segnali per determinare quali vadano a un applicazione, quali vadano ad un'altra, e quindi in questo modo con una singola modulazione (con un singolo segnale radio) è possibile far transitare una grossa quantità di informazioni dedicate a funzionalità differenti.
Certamente una grandissima innovazione, ma naturalmente non è stato sempre così: tutto è cominciato con la "telefonia mobile analogica", con la rete TACS.
Per poter raggiungere questo scopo ci si è basati - all'inizio - sulle tecnologie che c'erano a disposizione, e la tecnologia principale che c'era a disposizione era la trasmissione in onde radio a modulazione di frequenza. Un po' quello che succede come quando accendete la "vecchia" radio (non quella digitale, ma la radio analogica, non so: l'autoradio della macchina) e ascoltate il segnale radio che arriva.
Il segnale passa "in chiaro", la telefonata passa "in chiaro" (la conversazione), e allora come si può utilizzare questo meccanismo per fare in modo che possano parlare due persone fra di loro, ma due persone che stanno - magari - lì accanto e hanno un altro telefonino non si parlino uno sull'altro?
Si utilizza il sistema di suddividere la rete in piccole "celle" (da cui il nome "cellulare") e si utilizzano delle piccole segnalazioni digitali (chiamate FSK: Frequency Shift Keyring), dei segnali che si limitano a mandare semplici informazioni alla rete, scambiare queste informazioni tra il telefono e la torre cellulare per capire "chi è il telefono", per capire "qual è la conversazione", se "è cominciata la conversazione", se deve "arrivare la conversazione" etc.
La rete TACS ha funzionato per molti anni, per vari motivi. Uno dei motivi per cui ha funzionato la rete TACS era anche quello che le stazioni di trasmissione e gli apparecchi cellulari utilizzavano una potenza del finale di trasmissione calcolata "sulla carta" e generalmente arrotondata per eccesso: quello di cui stiamo parlando è del fatto che il TACS (il telefonino TACS) prendesse *DOVUNQUE*.
Qui a Siracusa abbiamo delle catacombe e i telefonini TACS riuscivano a ricevere il segnale dentro le catacombe, sotto terra! Qualcosa che attualmente - comunque - resta un sogno. Cioè, addirittura per riuscire a ricevere il segnale della telefonia mobile - non so - dentro le gallerie, sotto le montagne, nelle zone di confine (nellle gallerie molto particolari) si utilizza un sistema che è il ripetitore con il cosiddetto «cavo fessurato».
Ma di nuovo: parliamo di telefonia mobile, parliamo del TACS. Ha avuto molta diffusione nonostante anche i costi elevati di esercizio: acquistare un telefono (ancora eravamo con le lire) costava veramente tantissimo, si parlava comunque di spendere sopra il milione delle vecchie lire (quindi sopra i 500 euro) per un dispositivo estremamente semplice: consentiva di telefonare e ricevere telefonate, punto.
Altro che adesso: c'è lo smartphone che - fra un po' - bisogna stare attenti quando lo si maneggia perché improvvisamente potrebbe uscire del caffè e bruciarci le mani!
E anche il costo dell'abbonamento (perché non c'erano all'inizio i piani "ricaricabili", c'era solo il piano di abbonamento) era abbastanza elevato, oltre al costo piuttosto elevato propro delle singole telefonate.
Un fattore che influì tantissimo alla diffusione dei telefonini TACS è un «fattore collaterale» del quale vorrei parlarvi oggi, perché i telefonini TACS di prima generazione (soprattutto i Bosch e i Motorola, perché è con questi che si diffuse questa storia) avevano una particolarità: la batteria aveva tre contatti elettrici, ma il telefonino ne aveva solo due (i due estremi): il contatto centrale era predisposto a essere connesso, ma non ci si collegava alla batteria.
E questo - naturalmente - serviva per uno scopo: il "terzo contatto" serviva per mettere il telefono in modalità di programmazione, perché il telefonino doveva essere programmato per accedere alla rete cellulare. Quando parliamo di TACS, parliamo di telefonini in cui non è che tu mettevi "la scheda" e c'era (sulla SIM) il tuo abbonamento, il tuo profilo, il tuo tutto-quanto, no. Doveva essere programmato il telefono, in base al proprio numero di serie, in base a una serie di specifiche caratteristiche, per poter funzionare sulla rete di telefonia mobile.
Quel contatto elettrico non serviva solo a quello, ma andava il telefonino (se alimentato) nella cosiddetta modalità di autotest.
In modalità di autotest il telefonino non poteva essere utilizzato per telefonare, ma poteva essere utilizzato per effettuare una serie di verifiche sul dispositivo stesso... e non solo sul dispositivo, infatti il motivo principale della diffusione della telefonia TACS (soprattutto di dispositivi Bosch e Motorola) è stato questo: chiudendo sulla batteria il terzo contatto, il contatto centrale (tipicamente lo si faceva con la carta stagnola di un pacchetto di sigarette: si appoggiava la carta stagnola, si ci metteva la batteria e si faceva in modo che facesse contatto - quindi - anche il terzo polo), immettendo dei codici era possibile effettuare delle verifiche, non so: leggere la versione del firmware del telefono. Ma soprattutto c'era una modalità che è la cosiddetta «Modalità di Monitoraggio».
Come dicevo, le comunicazioni cellulari - per l'appunto - avvenivano all'interno di delle «celle». Queste celle erano identificate da dei numeri, dei numeri che andavano - principalmente - da "00" [zero-zero ndG] a "99". Le prime otto celle (da "00" a "07") erano riservate per uso interno, per comunicazioni interponte etc. mentre le celle da "08" a "99" venivano utilizzate dagli utenti (virtualmente in maniera "automatica"): era il terminale, il cellulare, che utilizzava quella cella, occupava la prima cella libera e la utilizzava per la conversazione.
Ora, mandando il telefono in modalità di monitoraggio, inserendo un opportuno codice era possibile andare all'ascolto di che cosa stesse transitando sulle celle. Quindi una volta che si metteva il telefono in monitoraggio, si digitava il codice identificativo della cella (sul Bosch si faceva "110 <numero_della_cella> #", per esempio "110 09 #") e il telefonino cominciava ad ascoltare quello che transitava su quella cella.
Se la cella al momento era vuota, si sentiva il "fruscio di fondo", ma se la cella non era vuota, allora si sentiva la conversazione: si sentiva la persona che parlava al cellulare e l'interlocutore che stava parlando con quella persona.
In questo modo - pur non essendo del tutto legale - era possibile ascoltare le conversazioni telefoniche che avvenivano "in chiaro". E la grande diffusione di questi telefonini e la grande diffusione a macchia d'olio di questa notizia che immettendo la stagnola del pacchetto di sigarette era possibile ascoltare le telefonate che avvenivano sulla rete cellulare, hanno contribuito sicuramente alla diffusione del sistema TACS e alla diffusione di notizie su tradimenti (e tutta un'altra serie di cose), perché - naturalmente - per quello che concerne le capacità di poter spiare il prossimo... questo tipo di notizie si diffondono a macchia d'olio. Cioè: queste notizie si sono diffuse (di utilizzare la carta stagnola) nonostante non ci fosse una grandissima diffusione di internet nei primi anni '90, quindi figuratevi se queste notizie avessero dovuto diffondersi con la presenza di internet!
Scherzi a parte, volevo raccontarvi questo aneddoto, appunto, di tantissimi che hanno avuto il telefonino eTACS non tanto per poter essere rintracciabili nelle situazioni più complesse, perché prima dell'eTACS c'era - soprattutto - il Teledrin (e di cui vi parlerò un'altra volta, perché ho avuto anche quello), ma adesso tocca a voi, raccontatemi un po: voi avete avuto un telefonino eTACS? Voi sapevate che c'era questo "trucco" di mettere la cartina delle sigarette e di mettere il telefonino in programmazione, ed era possibile ascoltare le altre conversazioni? L'avete mai fatto?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia. Come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale e seguirmi su Telegram. Noi ci vediamo alla prossima: ciao a tutti!

domenica 26 marzo 2017

VLOG 157: I robot dovrebbero avere dei diritti?

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Prendiamo uno sportello bancomat e proviamo a interagire con esso. Quindi utilizzeremo un opportuno speciale rettangolino di plastica, oppure useremo il nostro telefonino (o un altro meccanismo: alcuni - per esempio - permettono semplicemente di digitare un codice segreto speciale sulla tastiera) e, in questo modo, lo sportello ci consegnerà del denaro.
Oppure utilizziamo un altro sistema per interagire con questo sportello e, anziché utilizzare un opportuno rettangolino di plastica, utilizzeremo qualcosa di un tantinello più pesante: per esempio un bel piede di porco (come si dice in siciliano "un palanchino, anche detto Asso di Spade").
In questo modo, percuotendo il bancomat con un piede porco, otterremo che comincerà a dare strani segnali sul monitor, il computer comincerà a dare i numeri, sino a quando sarà completamente distrutto e ne usciranno le banconote che ci sono al suo interno.
Però - molto probabilmente - a questo punto le banconote saranno macchiate da un liquido indelebile e quindi saranno totalmente inutilizzabili.
Infatti svolgere quest'azione di "percuotere uno sportello bancomat molto forte con un piede di porco" è illegale e vi farà finire in carcere per molto tempo, quindi: non provateci a casa, bambini!
Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: se interagendo con il bancomat va tutto bene, mentre percuotendolo con un piede di porco comincia a dare i numeri, il circuito può essere completamente distrutto, possiamo provocare dei danni - per così dire - permanenti e il computer potrebbe "morire"...
... possiamo dire che quello sportello bancomat prova dolore?
Pensateci attentamente durante la sigla.
[♪♫♪]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road. L'argomento di oggi è molto spinoso: mi sono ispirato ad un video di Kurzgesagt che, appunto, ci chiede "Ma dovremmo riconoscere dei diritti alle macchine?" e per cominciare - prima di trattare approfonditamente quest'argomento, vi lascio il video di Kurzgesagt sul doobly-doo e sulla scheda, così potete andare a dargli un'occhiata: è molto interessante e, tra le altre cose, il video è in inglese ma la descrizione e i sottotitoli sono tradotti in italiano, quindi potete fruirne tranquillamente.
Quello che voglio fare in questo video è provare a rispondere in maniera "corretta", in maniera intelligente, alla domanda se dovremmo riconoscere dei diritti alle macchine.
Ora, la risposta breve - secondo me (secondo il mio personalissimo parere) - è sì: dovremmo riconoscere determinati diritti alle macchine, anche se rappresentano delle macchine.
Ma la risposta lunga è "Sì: dovremmo riconoscere dei diritti alle macchine, ma in determinate condizioni, in determinate situazioni e dovremmo riconoscere solo determinati diritti".
Allora, vengo e mi spiego: l'esempio che ci fa Kurzgesagt è quello del discorso di avere una «coscienza».
Ora, obiettivamente non so quale sia - per esempio - il limite tra una macchina "normale" e una macchina "senziente": non so se possiamo definire qual è il limite. Nel senso che sì: in questo momento in cui viviamo, le forme di Intelligenza Artificiale che abbiamo a disposizione sono comunque delle forme di Intelligenza Artificiale molto basilari. Cioè sì: possiamo interagire con il nostro telefonino (con Siri, con Ok Google, con quello che sia), parlargli in lingua italiana (o parlargli nella nostra lingua, in inglese, nella lingua che parliamo) e ottenere delle risposte.
Abbiamo dei meccanismi tecnologici che ci permettono di interagire in maniera sempre più intelligente e sempre più "naturale" con le macchine, ma ancora abbiamo una certa «linea di demarcazione» tra la macchina e l'uomo.
Tantissime parti del corpo possono essere sostituite, ma alcune parti ancora non possono essere sostituite,  soprattutto parliamo del cervello: con la tecnologia attuale, sicuramente, il limite è quello.
Quindi abbiamo la differenza tra una macchina umanoide che svolge dei compiti e un uomo: c'è una linea di demarcazione netta; ma in futuro non sappiamo se ci sarà ancora questa linea di demarcazione, comunque nel corso del tempo l'avvento della tecnologia (e lo sviluppo tecnologico) ha cambiato il modo di vedere moltissime cose e ha cambiato (e ha spostato) moltissime linee di demarcazione che erano presenti.
Ora vi faccio un esempio stupido (è stata una notizia di questi giorni): una persona negli Stati Uniti è stata incriminata per aver tentato una truffa all'assicurazione incendiando la propria casa. Fondamentalmente la storia è: "Io stavo dormendo, mi sono svegliato: c'era la casa che bruciava... c'era la stanza invasa dal fumo. Ho avuto solo il tempo di lanciarmi fuori di casa, tirare quelle tre~quattro cose che c'avevo in camera fuori dalla finestra, lanciarmi fuori dalla finestra anche io e scappare prima che il fuoco bruciasse tutto quanto."
E fin qua è la storia di quello che è successo. Ma questa persona aveva un pacemaker: un pacemaker "intelligente" che registra l'andamento del battito cardiaco nel corso dell'intera giornata, e scaricando le informazioni del pacemaker non si è rilevato un comportamento (a livello di battiti cardiaci) "compatibile con lo shock di svegliarsi, trovarsi circondati dal fuoco e lanciarsi fuori dalla casa di corsa".
Considerate un attimo l'innovazione tecnologica introdotta dal pacemaker: il pacemaker è uno strumento che tiene sotto controllo il battito cardiaco, che può intervenire in caso di aritmie, in caso di blocco improvviso del battito cardiaco etc. a seconda del tipo di apparato può interagire e SALVARE la vita di una persona.
All'inizio i pacemaker erano apparecchi molto "semplici": principalmente si limitavano a rilevare l'esistenza del battito cardiaco, la funzionalità del battito cardiaco, e se necessario a mandare delle scariche elettriche (delle stimolazioni) in determinati punti per effettuare... diciamo: "ripristinare" il battito cardiaco.
Ma quelli attuali sono molto più intelligenti: ti ci puoi interfacciare con il telefonino via Bluetooth, se fai attività sportiva puoi caricare un "profilo di attività sportiva", quindi il pacemaker non reagirà all'improvviso aumento del battito cardiaco dovuto al fatto che stai svolgendo un'attività sportiva... quindi ci sono tutte queste innovazioni, che sono cose che - quando è stato concepito il pacemaker - erano veramente cose di fantascienza.
Ma ci siamo arrivati, e chissà che cosa ci riserva il futuro.
Quindi, guardando solo le apparecchiature medicali, che cosa è stato fatto negli ultimi (non so) quindici~vent'anni a livello tecnologico... le protesi! Ho parlato già in passato delle protesi stampate in 3D e "motorizzate" in maniera tale da poter essere controllate, addirittura, dall'idea (dallo stimolo che va alla terminazione nervosa) di muovere un muscolo, e si può controllare il motorino che apre o chiude una mano.
Siamo certamente a tecnologia che - fino a qualche anno fa - era fantascienza, e quindi in futuro arriveremo a tecnologie che IN QUESTO MOMENTO sono fantascienza!
Ecco che, per dare una risposta alla domanda "dovremmo riconoscere dei diritti alle macchine" come dicevo la mia risposta breve è "sì" e la mia risposta lunga è "sì: in base a determinate caratteristiche".
Permettetemi di analizzare meglio che cosa intendo dire quando dico "sì: dovremmo riconoscere dei diritti alle macchine": secondo me dovremmo partire (che è una cosa che - tra le altre cose - stanno facendo seriamente in molti, anche a livello di scienziati e di ricercatori), dovremmo partire da un'idea; un'idea che può essere quella che c'è alla base, per esempio, delle tre Leggi della Robotica.
Utilizzare le Leggi della Robotica come un modello, e partire da quel modello per permettere di riconoscere alle macchine determinati diritti inerenti quanto queste macchine possano migliorare (e rendere più funzionale) la vita di un essere umano, e riconoscere che quindi il fatto che queste macchine possano migliorare la vita di un essere umano debbano essere paragonate o associate...
AMBULANZA!
... ad un essere umano e quindi riconoscere a queste macchine la stessa valenza di diritti che si riconosce a un essere umano. Fondamentalmente se io ho una protesi robotizzata, che è una macchina intelligentissima: è un braccio che permette di fare tutte le funzioni del braccio questa protesi installata sulla persona... io devo riconoscere che se un vandalo va lì e prende il braccio a colpi d'accetta, non sta semplicemente danneggiando una macchina, ma sta danneggiando la persona a cui questa macchina è collegata.
Ma non è che quando questa persona va a dormire e stacca questa protesi, allora se vado lì a prenderla a colpi di accetta, sto - di nuovo - danneggiando solo una macchina: sto danneggiando anche la persona che utilizza questa macchina. Quindi dovremmo riconoscere a quel braccio bionico il diritto di essere una parte integrante della persona a cui appartiene.
Secondo me dovremmo vedere questa forma di diritto.
Però - ripeto - bisogna vedere quali saranno gli sviluppi futuri.
Che cosa ci riserva il futuro? Ecco che - secondo me - potremmo partire dal modello delle tre Leggi della Robotica e sviluppare qualcosa che poi venga modificato in base all'andamento tecnologico, in base allo sviluppo, in base alle innovazioni che ci potrebbero essere nel campo delle macchine, nel campo della robotica...
Ma ovviamente questa è la mia posizione: ci possono essere posizioni differenti, ci sono state posizioni differenti in passato, ci saranno posizioni differenti in futuro. L'argomento - come ripeto - è molto complesso, per cui vi chiedo: secondo voi le macchine dovrebbero avere dei diritti? Parliamone! Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr, sono aperto a ogni genere di osservazione, a ogni genere di discussione.
Magari siete d'accordo con me che si potrebbe partire dal modello delle tre Leggi della Robotica e andare avanti seguendo lo sviluppo tecnologico.
Oppure possiamo dire che "no: non dovrebbero avere dei diritti" perché sono comunque delle macchine, in fondo le tre Leggi della Robotica ci dicono - fondamentalmente - che il principio è "La macchina deve servire l'uomo e non deve danneggiare l'uomo": la macchina può danneggiare sé stessa solo se ciò non è in contrasto con le Leggi "servire e proteggere l'uomo".
Potrebbe esserci questo: quindi non c'è il diritto, la macchina può essere distrutta perché dalla distruzione della macchina si è salvata una singola vita umana (ci sono le implicazioni della Legge Zero, ma non voglio fare spoiler per chi non ha letto tutta la saga di Asimov).
Avete altre ipotesi? Pensate che "no: anche la macchina (che può essere il braccio bionico) che sostituisce alla fine un oggetto, se qualcuno lo danneggia sta solo danneggiando un oggetto, non sta danneggiando la persona che possiede quell'oggetto"?
Non lo so, ripeto: parliamone.
Bene: direi che ho concluso. Come sempre vi ricordo, se sono riuscito a stuzzicare la vostra immaginazione, di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram)... o di condividermi con Siri, se Siri è una vostra amica.
Vi ricordo, se non lo avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito, e riceverete subito un bel bagno di olio caldo EHM no scusate, volevo dire assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Inoltre, se v'iscrivete anche al mio canale Telegram, che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine, se c'è un argomento che vi piacerebbe che io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Questo è tutto, per cui - di nuovo e come sempre - grazie per essere arrivati in fondo a questo vlog, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 19 marzo 2017

VLOG 156: Siete onesti o pirati?

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Giusto la settimana scorsa sono stato su questo sito: ho scaricato l'immagine ISO, ho fatto un bel DVD; mi sono installato un nuovissimo sistema operativo sul portatile, tutto già bello, attivo e perfettamente funzionante... ho scaricato un sacco di utilità: programmi per fare grafica, programmi per fare montaggio video, programmi per la gestione dell'ufficio (documenti, fogli di calcolo...).
Tutto gratis, senza tirare fuori un centesimo (sì, vabbè: gli € 0.15 del DVD, ma vuoi mettere?)
Eh? Ah, no no: sto parlando di Ubuntu, "Ubuntu Yakkety": un sistema operativo basato su Linux, gratuito e open source, così come tutte le utilità (gratuite e open source) che ho installato sul portatile.
Perché voi stavate pensando a qualcos'altro, ne sono certo: infatti è proprio quello di cui parliamo oggi.
Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Questo episodio di #DdVotr è stato montato (oddio: per me che lo sto girando in questo momento *sarà montato*, ma per voi che lo vedete È STATO montato) utilizzando il software AVS Video Editor: è un programma della casa AVS4YOU (credo che abbia base in Germania - se non ricordo male - questa software house) ed è un programma che ho acquistato alla modica cifra di (se non ricordo male) una cinquantina di euro (€ 51 e qualcosa) e ho acquistato quello che si chiama «abbonamento a vita» al software: tu compri l'abbonamento, e ogni volta che esce l'aggiornamento di questo programma (in realtà di uno qualsiasi dei programmi dell'AVS) puoi scaricare gratuitamente l'aggiornamento ed è sempre attivo.
E ho fatto questa scelta di utilizzare questo software perché è quello che ho trovato più leggero e funzionale per le mie esigenze, ma soprattutto ho fatto la scelta di acquistare il software perché, dopo aver speso veramente migliaia di euro in attrezzature video, mi sono detto: "Non vedo per quale motivo dovrei installare un programma che costa una cinquantina di euro e andarmi a cercare in giro qualche crack."
Anche perché a installare un crack c'è sempre il rischio di prendersi un virus, di mettere comunque a rischio il proprio computer, e alla fine della fiera per una cinquantina di euro ho l'assistenza tecnica, tutti gli aggiornamenti: il software fa esattamente quello che voglio, ho sempre a disposizione l'ultima versione... ma chi me lo fa fare?
Il principio di base è questo, questo punto di dire "Vabbè, ma perché mai dovrei utilizzare software pirata?", ma è un principio abbastanza complesso, perché là fuori nel mondo è pieno di gente che non riesce a fare questo ragionamento e continua a utilizzare software pirata, a guardare streaming pirata etc.
E di questo voglio parlarvi, ma prima di farlo voglio presentarvi il canale YouTube di oggi, perché è stato proprio uno dei suoi video a ispirarmi a quest'argomento.
Lui è un brasiliano "trapiantato" in Canada, l'ho scoperto grazie a WheezyWaiter, è un vlogger veramente molto simpatico e tratta argomenti di attualità in maniera - secondo me - molto interessante: è Izzy Nobre, il suo "show" è l'Izzy Nobre Show; innanzi tutto vi lascio linkato il suo canale sul doobly-doo e sulla scheda. Andate e dategli un'occhiata: secondo me è un canale che merita veramente tanto, è un canale fatto molto bene.
Oggi farò una cosa un po' particolare: di lui vi segnalerò tre video, ma solo due li linkerò sulla scheda, perché un link della scheda mi serve - temporaneamente - a me.
Il primo video che vi voglio segnalare è molto simpatico e ci racconta di 4chan e di un'avventura che ha riguardato delle manifestazioni a proposito di Trump e un artista che ha cercato di fare un live streaming di 24 ore, ma è stato "trollato" da quelli di 4chan, per cui vi lascio linkato questo primo video sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, è veramente simpaticissimo, è veramente divertentissimo, proprio... già è divertente il fatto, come è successo, la ricostruzione del fatto che ci fa Izzy è una cosa che mi ha divertito tantissimo.
Il secondo video è un vlog "generico", raccontato in compagnia della moglie, in cui ci racconta come hanno "distrutto" la loro prima auto: è una cosa - secondo me - molto simpatica, che evidenzia anche un po' il fatto di dire "beh, siamo giovani e *particolarmente* inesperti in certe cose". Però questo video ("Come abbiamo distrutto la nostra macchina") ve lo lascio linkato solo sul doobly-doo, perché - come dicevo - mi servirà una scheda per una cosa di cui parliamo dopo.
Infatti passiamo subito al terzo video, che tratta un argomento molto spinoso, e l'argomento è quello che - appunto - mi ha dato l'idea per il video di oggi: "Ma voi continuate a piratare la roba?"
Praticamente la domanda di Izzy è molto fondata: in un momento in cui è semplicissimo trovare servizi come Infinity, Netflix o roba del genere, per avere trasmissioni on-demand in streaming direttamente sulla tv di casa in maniera perfettamente legale, in alta definizione (in maniera perfettamente funzionante) e a costi di abbonamento relativamente bassi... ha ancora senso andare a piratare la roba?
Nel momento in cui - per esempio a livello dei software - è possibile trovare tantissime alternative gratuite... ha ancora senso scaricare i software "blasonati" e piratarli?
E... questa è una domanda molto interessante, quindi per cominciare vi lascio il link a questo vlog di Izzy, come sempre sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, e appunto parlando dell'argomento del giorno io voglio fare una brevissima digressione. Come sapete, faccio il tecnico informatico e nel corso della mia vita lavorativa ho "sbattuto la testa" contro diverse decine e centinaia di computer sovraccaricati di quantità abnormi di software pirata.
Già sovraccaricati di quantità abnormi di software: raccontai in un "Vita da Tecnico" che secondo me ci sono computer che hanno più software su quella singola macchina che in tutto il centro di calcolo di un'università media.
Perché poi guardi certe situazioni e ti chiedi "Ma veramente?"
E in certi casi noto che è un problema proprio di "cultura". Non tanto del discorso della cultura "per quale motivo, se devi utilizzare un software, non acquisti il software con la licenza?", ma più che altro la cultura del "per quale motivo, se hai una specifica esigenza, invece di pensare al software più blasonato, non utilizzi una delle decine o centinaia di alternative che sono disponibili sul mercato?" Che sono gratuite, che fanno la stessa cosa, che talvolta fanno la stessa cosa ANCHE MEGLIO e fanno anche cose superiori...
Nel 2008 analizzai questo discorso sul mio blog secondario (sulle Pagine Oscure), perché quando io devo formattare il computer di un cliente, tendenzialmente quello che faccio consiste - innanzi tutto - nel ripristinare la licenza di Windows che è installata su quella macchina (spesso si parla di macchine con Windows 10, con Windows 8 o con Windows 7 che hanno una licenza d'uso disponibile e/o che hanno l'etichetta della licenza d'uso), quindi quando devo formattare il sistema, anche perché non è possibile fare il ripristino (perché, magari, si è danneggiato l'hard disk o stiamo sostituendo l'hard disk), innanzi tutto ripristino la licenza di Windows che è installata.
È la base: per quale motivo dovrei installare una versione di Windows crackata, se c'è già una licenza?
Secondo punto: installo moltissime utilità gratuite e/o open source, partendo principalmente da dei presupposti: c'è bisogno di navigare in internet e leggere la posta elettronica? Ok: Mozilla Firefox e Mozilla Thunderbird. Firefox è molto più affidabile di Internet Explorer (e di Edge), Thunderbird è molto più affidabile di molti altri software per Windows, e soprattutto Thunderbird ha degli eccellenti filtri bayesiani per lo spam, e funzionano molto bene: io uso Thunderbird da versioni - veramente - zero punto qualcosa! Adesso ho perso il conto (credo che siamo alla versione 30~31).
Per il ritocco audio installo Audacity, per la post-produzione video installo Avidemux, etc... ci sono moltissimi software che funzionano benissimo, che svolgono molto bene la loro funzione, senza bisogno di andare a cercare crack o senza bisogno di andare ad acquistarli (perché sono software gratuiti): dalla masterizzazione con InfraRecorder: un programmino leggerissimo che fa tutto quello che si richiede a un software di masterizzazione. Soprattutto che fa tutto quello che fa l'utente medio: l'utente medio che masterizza CD di musica e DVD che contengono qualche file di fotografie o qualche video, qualche roba del genere, InfraRecorder permette di creare CD e DVD dati, CD musicali etc. e senza il bisogno di dover utilizzare software più blasonati, estremamente più costosi che aggiungono una sfilza di utilità che non necessariamente si utilizzano.
Oppure installo il VLC Media Player. VLC è un piccolissimo programma (disponibile per Windows a 32 e a 64 bit, disponibile anche per Linux e per Mac) che permette di visualizzare video, sotto forma di OGNI formato: apre *letteralmente* persino la spazzatura. È uno dei pochi software che riesce ad aprire anche file video che sono incompleti o danneggiati. E senza bisogno di fare elaborazioni, conversioni o roba del genere.
Ma non voglio fare un vlog che diventi una noiosa lista di programmi gratuiti e/o open source che permettono di svolgere le funzioni che si possono svolgere ogni giorno con il computer, per cui prima di farvi la domanda, vi lascio un link a quell'articolo delle Pagine Oscure (che comunque ho aggiornato un attimo: ho ritoccato leggermente, giusto per avere un po' un'idea della situazione attuale), e vi lascio quell'articolo linkato sul doobly-doo e sulla scheda, così potete andare e dargli un'occhiata. Ricordate che le Pagine Oscure sono un blog non esattamente "Safe for Work" perché ci scarico ogni genere di considerazione, c'è un linguaggio magari discutibile, quindi Google vi chiederà l'autorizzazione a continuare e mostrare la pagina: state tranquilli, è una scelta che ho fatto io proprio perché contiene del linguaggio particolare, contiene immagini esplicite questo blog, quindi ho preferito fare in modo che ci fosse questa situazione. Ma clickate tranquillamente: non rischiate di prendere un virus, troverete solamente un linguaggio un po' meno "gentile" di quello che trovate su questi vlog.
E detto questo, per l'appunto, ecco la mia domanda: nella considerazione del fatto che ci sono diverse alternative open-source ai software, che ci sono diverse possibilità - non so - di ascoltare trasmissioni radio in streaming, di guardare programmi televisivi e serie tv in streaming, legalmente con piccoli abbonamenti (vedasi appunto Infinity, Netflix e robe del genere) voi, avendo la possibilità di scegliere tra una cosa legale a basso costo (o gratuita) o una cosa illegale perché piratata, scegliete la cosa piratata? Scegliete la cosa legale? Pensate che bisogna valutare un po' la funzionalità di entrambi?
Non lo so, magari nel vostro passato avete scaricato qualcosa di piratato e adesso ci state un po' ripensando. Acquistate musica sugli store online? Oppure utilizzate, non so, Soundcloud oppure Spotify? Avete fatto magari l'abbonamento a pagamento a Spotify: io - per esempio - sto utilizzando tantissimo Soundcloud, perché ho scoperto tantissimi autori di musica Creative Commons, e comunque di musica anche commerciale ma molto interessante e molto piacevole da ascoltare, e che viene comunque rilasciata gratuitamente su Soundcloud, quindi sto usando tantissimo quell'app e quel servizio.
Secondo voi ha senso utilizzare software pirata? Ha senso acquistare software commerciale, magari da un costo particolarmente elevato, quando sono disponibili delle interessanti alternative open source gratuite?
Parliamone: sono aperto alla discussione, come sempre nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Bene ragazzi, ho concluso. Se sono riuscito a incuriosirvi, a stuzzicare la vostra attenzione, come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram): condividete usando la funzione di condivisione, non scaricate questo vlog per ricaricarlo su Facebook, questa è un'azione pirata!
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e prenderete subito la benda sull'occhio come i pirat...AHEM! Volevo dire: e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Infine vi ricordo che se c'è un argomento che vorreste io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Bene, io sono Grizzly, per oggi ho concluso per cui - come sempre - grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 12 marzo 2017

VLOG 155: TIM: tariffa a quattro settimane (e fattura a otto)

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A partire dal 1 aprile 2017 (e no: purtroppo non è un "Pesce d'Aprile") TIM smetterà di utilizzare il ciclo di fatturazione basato sul «mese solare» e comincerà a emettere fatture su un ciclo basato sulle «quattro settimane».
Quantomeno smetterà di emettere fatture mensili ed emetterà una fattura ogni otto settimane, tuttavia - prima che voi mi diciate "Ma Grizzly: un mese sono 30 giorni, quattro settimane son 28 giorni... sì, ok, ci sono un paio di giorni di meno, ma non è una così gran perdita!", vi consiglio di prendere una calcolatrice e farvi *bene* i conti. Se non volete prendere la calcolatrice o non volete farvi bene i conti, aspettate, perché fra poco vi spiegherò tutto quanto, perché questo è Diario di Viaggio on the road.
Sigla!
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Il ciclo di fatturazione che va sul «mese solare» dura, approssimativamente, trenta giorni. In realtà ha una durata differente in base alla durata del mese, ma quello che conta, alla fine dell'anno, è che sono *DODICI MESI*.
Quindi quando c'è un canone di, non so, mettiamo 50 euro (che si pagano ogni mese), in un anno sono 600 euro, perché sono 50 euro al mese per dodici mesi.
Che cosa succede quando il "mese di trenta giorni" diventa un "presunto mese" di quattro settimane? Che influenza hanno questi due giorni in meno?
Un anno è composto di 52 settimane. Se noi dividiamo 52 settimane in cicli di quattro, quindi dividiamo 52 per 4, non otteniamo "dodici e qualcosa", otteniamo tredici.
Il che significa che in un anno, a fronte di nessun cambiamento sul servizio (nessuna miglioria del servizio): il servizio resta lo stesso; per lo stesso servizio ogni anno noi paghiamo un canone in più. Un «mese» in più, completamente morto (perché non abbiamo nessuna funzione aggiuntiva sul nostro servizio).
Beh, è vero: se non accettiamo, possiamo passare a un altro operatore. Ma tanto *tutti gli altri operatori* comunque sono già passati al ciclo delle quattro settimane anche loro: l'ultimo, prima di TIM, è stato Fastweb, che aveva detto che non l'avrebbe fatto, e poi l'hanno fatto lo stesso. E già: tanto lo si sapeva che l'avrebbero fatto tutti.
Io mi chiedo in tutto questo, quale voce in capitolo abbiano le Autorità di Controllo qui in Italia, perché il fatto che *TUTTI gli operatori* siano passati allo stesso ciclo di fatturazione - personalmente - mi fa sospettare ENORMEMENTE un possibile accordo di cartello.
Ad ogni modo, non solo noi in questo modo stiamo DONANDO la tredicesima mensilità ai nostri operatori, la cosa che mi manda in bestia è - innanzi tutto - questo: il fatto che adesso noi abbiamo questo aumento del 8,33% sul costo annuale, che è un aumento abbastanza sensibile, soprattutto per una famiglia che vive di pensione, in cui - magari - ci sono dei giovani che hanno difficoltà sul lavoro. Dover tirare fuori un canone aggiuntivo ogni anno, a fronte di NESSUNA VARIAZIONE sul servizio (il servizio è LO STESSO che hai avuto sino ad oggi, semplicemente lo paghi l'8,33% in più) secondo me è una cosa ALLUCINANTE.
Vengono cambiati i contratti in corso di esistenza e io mi chiedo: chi ha fatto un contratto che - oltre al servizio di telefonia - prevede anche l'acquisto di un apparato (per esempio di uno smartphone o di un tablet) con un finanziamento: il contratto di finanziamento è "a parte", è indipendente da quello telefonico, ma che cosa succede nel momento in cui io pagavo una rata di un tot al mese, e questa rata "scende" a essere pagata ogni 28 giorni?
Vi faccio notare che in questo modo se a me restano da pagare, non so, tre anni di finanziamento, non son più 36 mesi: son trentasei "cicli di quattro settimane", son meno.
E se è meno tempo, si suppone che se io vado a chiudere un finanziamento in meno tempo, devo pagare meno interessi: dovrebbe essere rimodulata la rata.
Che cosa succede in questo caso?
Succede che mi vengono ricalcolate le rate? Succede che le rate del telefono, dello smartphone, vengono emesse "a parte" con un altro bollettino?
Se io ho un abbonamento di telefonia mobile in cui è previsto il pagamento della Tassa di Concessione Governativa, la TCG è imposta dallo stato, e sono €5,16 al mese SOLARE. Cosa succede? Viene moltiplicata per dodici e divisa per tredici per calcolarla sulle quattro settimane di ciclo?
Personalmente non trovo questa variazione particolarmente discutibile, quello che trovo particolarmente discutibile è questa manovra di tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile in Italia, di aver non "inventato il mese corto", ma di essersi inventati la tredicesima PER LORO!
"Continuiamo a offrire lo stesso servizio di prima, ma invece di guadagnare dodici canoni all'anno, guadagnamo tredici canoni all'anno!"
Ricevevamo noi lavoratori dipendenti la tredicesima? Adesso i nostri operatori di telefonia (che - poverini - non c'hanno soldi) si son fatti la tredicesima anche loro, sulle spalle di noi poveri utenti.
Io - sinceramente - sono piuttosto amareggiato: come ripeto sono piuttosto amareggiato dal fatto che, piano piano, tutti gli operatori siano arrivati a questo punto.
Piuttosto amareggiato dal fatto che sia applicata questa variazione anche ai contratti in essere; sono amareggiato dal fatto che le Autorità di Controllo, che dovrebbero vigilare, che dovrebbero prendere seri provvedimenti, latitano.
E sono molto amareggiato da *COME* TIM ha fornito questa notizia con un piccolo trafiletto sulla terza pagina dell'ultima fattura.
Anziani, pensionati che non ci fanno caso a queste cose, si trovano a pagare un canone in più all'anno senza nessun motivo apparente.
TIM ci dice "per adeguarci alle sopraggiunte nuove condizioni di mercato": e quali sarebbero? Quella che siccome gli altri operatori guadagnano la tredicesima senza fare nulla, volevate la tredicesima anche voi?

Voi che cosa ne pensate? Parliamone.
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Non mi venite a dire "Passa con un altro operatore", perché non mi interessa, non è questo il punto del dibattito: il punto del dibattito è "tanto tutti gli altri operatori l'hanno già fatto questo passaggio".
Voi eravate a conoscenza di questa cosa? Siete clienti TIM e non ne eravate a conoscenza? Avvisate anche i vostri amici, i vostri parenti, i vostri nonni che eventualmente hanno la linea TIM.
E vi ricordo, se vi sono stato utile almeno in questo, di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, con i vostri parenti (con chi ha TIM) anche su Whatsapp o Telegram.
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: a differenza dei contratti di telefonia, questo è gratuito, e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto, e quello dura anni (non in cicli di quattro settimane!).
Vi ricordo - inoltre - che se v'iscrivete anche al mio canale Telegram, che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Che altro aggiungere? C'è una grande amarezza... e beh, comunque: grazie, come sempre, per essere arrivati in fondo al vlog, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!