domenica 19 marzo 2017

VLOG 156: Siete onesti o pirati?

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Giusto la settimana scorsa sono stato su questo sito: ho scaricato l'immagine ISO, ho fatto un bel DVD; mi sono installato un nuovissimo sistema operativo sul portatile, tutto già bello, attivo e perfettamente funzionante... ho scaricato un sacco di utilità: programmi per fare grafica, programmi per fare montaggio video, programmi per la gestione dell'ufficio (documenti, fogli di calcolo...).
Tutto gratis, senza tirare fuori un centesimo (sì, vabbè: gli € 0.15 del DVD, ma vuoi mettere?)
Eh? Ah, no no: sto parlando di Ubuntu, "Ubuntu Yakkety": un sistema operativo basato su Linux, gratuito e open source, così come tutte le utilità (gratuite e open source) che ho installato sul portatile.
Perché voi stavate pensando a qualcos'altro, ne sono certo: infatti è proprio quello di cui parliamo oggi.
Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Questo episodio di #DdVotr è stato montato (oddio: per me che lo sto girando in questo momento *sarà montato*, ma per voi che lo vedete È STATO montato) utilizzando il software AVS Video Editor: è un programma della casa AVS4YOU (credo che abbia base in Germania - se non ricordo male - questa software house) ed è un programma che ho acquistato alla modica cifra di (se non ricordo male) una cinquantina di euro (€ 51 e qualcosa) e ho acquistato quello che si chiama «abbonamento a vita» al software: tu compri l'abbonamento, e ogni volta che esce l'aggiornamento di questo programma (in realtà di uno qualsiasi dei programmi dell'AVS) puoi scaricare gratuitamente l'aggiornamento ed è sempre attivo.
E ho fatto questa scelta di utilizzare questo software perché è quello che ho trovato più leggero e funzionale per le mie esigenze, ma soprattutto ho fatto la scelta di acquistare il software perché, dopo aver speso veramente migliaia di euro in attrezzature video, mi sono detto: "Non vedo per quale motivo dovrei installare un programma che costa una cinquantina di euro e andarmi a cercare in giro qualche crack."
Anche perché a installare un crack c'è sempre il rischio di prendersi un virus, di mettere comunque a rischio il proprio computer, e alla fine della fiera per una cinquantina di euro ho l'assistenza tecnica, tutti gli aggiornamenti: il software fa esattamente quello che voglio, ho sempre a disposizione l'ultima versione... ma chi me lo fa fare?
Il principio di base è questo, questo punto di dire "Vabbè, ma perché mai dovrei utilizzare software pirata?", ma è un principio abbastanza complesso, perché là fuori nel mondo è pieno di gente che non riesce a fare questo ragionamento e continua a utilizzare software pirata, a guardare streaming pirata etc.
E di questo voglio parlarvi, ma prima di farlo voglio presentarvi il canale YouTube di oggi, perché è stato proprio uno dei suoi video a ispirarmi a quest'argomento.
Lui è un brasiliano "trapiantato" in Canada, l'ho scoperto grazie a WheezyWaiter, è un vlogger veramente molto simpatico e tratta argomenti di attualità in maniera - secondo me - molto interessante: è Izzy Nobre, il suo "show" è l'Izzy Nobre Show; innanzi tutto vi lascio linkato il suo canale sul doobly-doo e sulla scheda. Andate e dategli un'occhiata: secondo me è un canale che merita veramente tanto, è un canale fatto molto bene.
Oggi farò una cosa un po' particolare: di lui vi segnalerò tre video, ma solo due li linkerò sulla scheda, perché un link della scheda mi serve - temporaneamente - a me.
Il primo video che vi voglio segnalare è molto simpatico e ci racconta di 4chan e di un'avventura che ha riguardato delle manifestazioni a proposito di Trump e un artista che ha cercato di fare un live streaming di 24 ore, ma è stato "trollato" da quelli di 4chan, per cui vi lascio linkato questo primo video sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, è veramente simpaticissimo, è veramente divertentissimo, proprio... già è divertente il fatto, come è successo, la ricostruzione del fatto che ci fa Izzy è una cosa che mi ha divertito tantissimo.
Il secondo video è un vlog "generico", raccontato in compagnia della moglie, in cui ci racconta come hanno "distrutto" la loro prima auto: è una cosa - secondo me - molto simpatica, che evidenzia anche un po' il fatto di dire "beh, siamo giovani e *particolarmente* inesperti in certe cose". Però questo video ("Come abbiamo distrutto la nostra macchina") ve lo lascio linkato solo sul doobly-doo, perché - come dicevo - mi servirà una scheda per una cosa di cui parliamo dopo.
Infatti passiamo subito al terzo video, che tratta un argomento molto spinoso, e l'argomento è quello che - appunto - mi ha dato l'idea per il video di oggi: "Ma voi continuate a piratare la roba?"
Praticamente la domanda di Izzy è molto fondata: in un momento in cui è semplicissimo trovare servizi come Infinity, Netflix o roba del genere, per avere trasmissioni on-demand in streaming direttamente sulla tv di casa in maniera perfettamente legale, in alta definizione (in maniera perfettamente funzionante) e a costi di abbonamento relativamente bassi... ha ancora senso andare a piratare la roba?
Nel momento in cui - per esempio a livello dei software - è possibile trovare tantissime alternative gratuite... ha ancora senso scaricare i software "blasonati" e piratarli?
E... questa è una domanda molto interessante, quindi per cominciare vi lascio il link a questo vlog di Izzy, come sempre sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, e appunto parlando dell'argomento del giorno io voglio fare una brevissima digressione. Come sapete, faccio il tecnico informatico e nel corso della mia vita lavorativa ho "sbattuto la testa" contro diverse decine e centinaia di computer sovraccaricati di quantità abnormi di software pirata.
Già sovraccaricati di quantità abnormi di software: raccontai in un "Vita da Tecnico" che secondo me ci sono computer che hanno più software su quella singola macchina che in tutto il centro di calcolo di un'università media.
Perché poi guardi certe situazioni e ti chiedi "Ma veramente?"
E in certi casi noto che è un problema proprio di "cultura". Non tanto del discorso della cultura "per quale motivo, se devi utilizzare un software, non acquisti il software con la licenza?", ma più che altro la cultura del "per quale motivo, se hai una specifica esigenza, invece di pensare al software più blasonato, non utilizzi una delle decine o centinaia di alternative che sono disponibili sul mercato?" Che sono gratuite, che fanno la stessa cosa, che talvolta fanno la stessa cosa ANCHE MEGLIO e fanno anche cose superiori...
Nel 2008 analizzai questo discorso sul mio blog secondario (sulle Pagine Oscure), perché quando io devo formattare il computer di un cliente, tendenzialmente quello che faccio consiste - innanzi tutto - nel ripristinare la licenza di Windows che è installata su quella macchina (spesso si parla di macchine con Windows 10, con Windows 8 o con Windows 7 che hanno una licenza d'uso disponibile e/o che hanno l'etichetta della licenza d'uso), quindi quando devo formattare il sistema, anche perché non è possibile fare il ripristino (perché, magari, si è danneggiato l'hard disk o stiamo sostituendo l'hard disk), innanzi tutto ripristino la licenza di Windows che è installata.
È la base: per quale motivo dovrei installare una versione di Windows crackata, se c'è già una licenza?
Secondo punto: installo moltissime utilità gratuite e/o open source, partendo principalmente da dei presupposti: c'è bisogno di navigare in internet e leggere la posta elettronica? Ok: Mozilla Firefox e Mozilla Thunderbird. Firefox è molto più affidabile di Internet Explorer (e di Edge), Thunderbird è molto più affidabile di molti altri software per Windows, e soprattutto Thunderbird ha degli eccellenti filtri bayesiani per lo spam, e funzionano molto bene: io uso Thunderbird da versioni - veramente - zero punto qualcosa! Adesso ho perso il conto (credo che siamo alla versione 30~31).
Per il ritocco audio installo Audacity, per la post-produzione video installo Avidemux, etc... ci sono moltissimi software che funzionano benissimo, che svolgono molto bene la loro funzione, senza bisogno di andare a cercare crack o senza bisogno di andare ad acquistarli (perché sono software gratuiti): dalla masterizzazione con InfraRecorder: un programmino leggerissimo che fa tutto quello che si richiede a un software di masterizzazione. Soprattutto che fa tutto quello che fa l'utente medio: l'utente medio che masterizza CD di musica e DVD che contengono qualche file di fotografie o qualche video, qualche roba del genere, InfraRecorder permette di creare CD e DVD dati, CD musicali etc. e senza il bisogno di dover utilizzare software più blasonati, estremamente più costosi che aggiungono una sfilza di utilità che non necessariamente si utilizzano.
Oppure installo il VLC Media Player. VLC è un piccolissimo programma (disponibile per Windows a 32 e a 64 bit, disponibile anche per Linux e per Mac) che permette di visualizzare video, sotto forma di OGNI formato: apre *letteralmente* persino la spazzatura. È uno dei pochi software che riesce ad aprire anche file video che sono incompleti o danneggiati. E senza bisogno di fare elaborazioni, conversioni o roba del genere.
Ma non voglio fare un vlog che diventi una noiosa lista di programmi gratuiti e/o open source che permettono di svolgere le funzioni che si possono svolgere ogni giorno con il computer, per cui prima di farvi la domanda, vi lascio un link a quell'articolo delle Pagine Oscure (che comunque ho aggiornato un attimo: ho ritoccato leggermente, giusto per avere un po' un'idea della situazione attuale), e vi lascio quell'articolo linkato sul doobly-doo e sulla scheda, così potete andare e dargli un'occhiata. Ricordate che le Pagine Oscure sono un blog non esattamente "Safe for Work" perché ci scarico ogni genere di considerazione, c'è un linguaggio magari discutibile, quindi Google vi chiederà l'autorizzazione a continuare e mostrare la pagina: state tranquilli, è una scelta che ho fatto io proprio perché contiene del linguaggio particolare, contiene immagini esplicite questo blog, quindi ho preferito fare in modo che ci fosse questa situazione. Ma clickate tranquillamente: non rischiate di prendere un virus, troverete solamente un linguaggio un po' meno "gentile" di quello che trovate su questi vlog.
E detto questo, per l'appunto, ecco la mia domanda: nella considerazione del fatto che ci sono diverse alternative open-source ai software, che ci sono diverse possibilità - non so - di ascoltare trasmissioni radio in streaming, di guardare programmi televisivi e serie tv in streaming, legalmente con piccoli abbonamenti (vedasi appunto Infinity, Netflix e robe del genere) voi, avendo la possibilità di scegliere tra una cosa legale a basso costo (o gratuita) o una cosa illegale perché piratata, scegliete la cosa piratata? Scegliete la cosa legale? Pensate che bisogna valutare un po' la funzionalità di entrambi?
Non lo so, magari nel vostro passato avete scaricato qualcosa di piratato e adesso ci state un po' ripensando. Acquistate musica sugli store online? Oppure utilizzate, non so, Soundcloud oppure Spotify? Avete fatto magari l'abbonamento a pagamento a Spotify: io - per esempio - sto utilizzando tantissimo Soundcloud, perché ho scoperto tantissimi autori di musica Creative Commons, e comunque di musica anche commerciale ma molto interessante e molto piacevole da ascoltare, e che viene comunque rilasciata gratuitamente su Soundcloud, quindi sto usando tantissimo quell'app e quel servizio.
Secondo voi ha senso utilizzare software pirata? Ha senso acquistare software commerciale, magari da un costo particolarmente elevato, quando sono disponibili delle interessanti alternative open source gratuite?
Parliamone: sono aperto alla discussione, come sempre nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Bene ragazzi, ho concluso. Se sono riuscito a incuriosirvi, a stuzzicare la vostra attenzione, come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram): condividete usando la funzione di condivisione, non scaricate questo vlog per ricaricarlo su Facebook, questa è un'azione pirata!
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e prenderete subito la benda sull'occhio come i pirat...AHEM! Volevo dire: e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Infine vi ricordo che se c'è un argomento che vorreste io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Bene, io sono Grizzly, per oggi ho concluso per cui - come sempre - grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 12 marzo 2017

VLOG 155: TIM: tariffa a quattro settimane (e fattura a otto)

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A partire dal 1 aprile 2017 (e no: purtroppo non è un "Pesce d'Aprile") TIM smetterà di utilizzare il ciclo di fatturazione basato sul «mese solare» e comincerà a emettere fatture su un ciclo basato sulle «quattro settimane».
Quantomeno smetterà di emettere fatture mensili ed emetterà una fattura ogni otto settimane, tuttavia - prima che voi mi diciate "Ma Grizzly: un mese sono 30 giorni, quattro settimane son 28 giorni... sì, ok, ci sono un paio di giorni di meno, ma non è una così gran perdita!", vi consiglio di prendere una calcolatrice e farvi *bene* i conti. Se non volete prendere la calcolatrice o non volete farvi bene i conti, aspettate, perché fra poco vi spiegherò tutto quanto, perché questo è Diario di Viaggio on the road.
Sigla!
[♪♫♪]
Il ciclo di fatturazione che va sul «mese solare» dura, approssimativamente, trenta giorni. In realtà ha una durata differente in base alla durata del mese, ma quello che conta, alla fine dell'anno, è che sono *DODICI MESI*.
Quindi quando c'è un canone di, non so, mettiamo 50 euro (che si pagano ogni mese), in un anno sono 600 euro, perché sono 50 euro al mese per dodici mesi.
Che cosa succede quando il "mese di trenta giorni" diventa un "presunto mese" di quattro settimane? Che influenza hanno questi due giorni in meno?
Un anno è composto di 52 settimane. Se noi dividiamo 52 settimane in cicli di quattro, quindi dividiamo 52 per 4, non otteniamo "dodici e qualcosa", otteniamo tredici.
Il che significa che in un anno, a fronte di nessun cambiamento sul servizio (nessuna miglioria del servizio): il servizio resta lo stesso; per lo stesso servizio ogni anno noi paghiamo un canone in più. Un «mese» in più, completamente morto (perché non abbiamo nessuna funzione aggiuntiva sul nostro servizio).
Beh, è vero: se non accettiamo, possiamo passare a un altro operatore. Ma tanto *tutti gli altri operatori* comunque sono già passati al ciclo delle quattro settimane anche loro: l'ultimo, prima di TIM, è stato Fastweb, che aveva detto che non l'avrebbe fatto, e poi l'hanno fatto lo stesso. E già: tanto lo si sapeva che l'avrebbero fatto tutti.
Io mi chiedo in tutto questo, quale voce in capitolo abbiano le Autorità di Controllo qui in Italia, perché il fatto che *TUTTI gli operatori* siano passati allo stesso ciclo di fatturazione - personalmente - mi fa sospettare ENORMEMENTE un possibile accordo di cartello.
Ad ogni modo, non solo noi in questo modo stiamo DONANDO la tredicesima mensilità ai nostri operatori, la cosa che mi manda in bestia è - innanzi tutto - questo: il fatto che adesso noi abbiamo questo aumento del 8,33% sul costo annuale, che è un aumento abbastanza sensibile, soprattutto per una famiglia che vive di pensione, in cui - magari - ci sono dei giovani che hanno difficoltà sul lavoro. Dover tirare fuori un canone aggiuntivo ogni anno, a fronte di NESSUNA VARIAZIONE sul servizio (il servizio è LO STESSO che hai avuto sino ad oggi, semplicemente lo paghi l'8,33% in più) secondo me è una cosa ALLUCINANTE.
Vengono cambiati i contratti in corso di esistenza e io mi chiedo: chi ha fatto un contratto che - oltre al servizio di telefonia - prevede anche l'acquisto di un apparato (per esempio di uno smartphone o di un tablet) con un finanziamento: il contratto di finanziamento è "a parte", è indipendente da quello telefonico, ma che cosa succede nel momento in cui io pagavo una rata di un tot al mese, e questa rata "scende" a essere pagata ogni 28 giorni?
Vi faccio notare che in questo modo se a me restano da pagare, non so, tre anni di finanziamento, non son più 36 mesi: son trentasei "cicli di quattro settimane", son meno.
E se è meno tempo, si suppone che se io vado a chiudere un finanziamento in meno tempo, devo pagare meno interessi: dovrebbe essere rimodulata la rata.
Che cosa succede in questo caso?
Succede che mi vengono ricalcolate le rate? Succede che le rate del telefono, dello smartphone, vengono emesse "a parte" con un altro bollettino?
Se io ho un abbonamento di telefonia mobile in cui è previsto il pagamento della Tassa di Concessione Governativa, la TCG è imposta dallo stato, e sono €5,16 al mese SOLARE. Cosa succede? Viene moltiplicata per dodici e divisa per tredici per calcolarla sulle quattro settimane di ciclo?
Personalmente non trovo questa variazione particolarmente discutibile, quello che trovo particolarmente discutibile è questa manovra di tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile in Italia, di aver non "inventato il mese corto", ma di essersi inventati la tredicesima PER LORO!
"Continuiamo a offrire lo stesso servizio di prima, ma invece di guadagnare dodici canoni all'anno, guadagnamo tredici canoni all'anno!"
Ricevevamo noi lavoratori dipendenti la tredicesima? Adesso i nostri operatori di telefonia (che - poverini - non c'hanno soldi) si son fatti la tredicesima anche loro, sulle spalle di noi poveri utenti.
Io - sinceramente - sono piuttosto amareggiato: come ripeto sono piuttosto amareggiato dal fatto che, piano piano, tutti gli operatori siano arrivati a questo punto.
Piuttosto amareggiato dal fatto che sia applicata questa variazione anche ai contratti in essere; sono amareggiato dal fatto che le Autorità di Controllo, che dovrebbero vigilare, che dovrebbero prendere seri provvedimenti, latitano.
E sono molto amareggiato da *COME* TIM ha fornito questa notizia con un piccolo trafiletto sulla terza pagina dell'ultima fattura.
Anziani, pensionati che non ci fanno caso a queste cose, si trovano a pagare un canone in più all'anno senza nessun motivo apparente.
TIM ci dice "per adeguarci alle sopraggiunte nuove condizioni di mercato": e quali sarebbero? Quella che siccome gli altri operatori guadagnano la tredicesima senza fare nulla, volevate la tredicesima anche voi?

Voi che cosa ne pensate? Parliamone.
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Non mi venite a dire "Passa con un altro operatore", perché non mi interessa, non è questo il punto del dibattito: il punto del dibattito è "tanto tutti gli altri operatori l'hanno già fatto questo passaggio".
Voi eravate a conoscenza di questa cosa? Siete clienti TIM e non ne eravate a conoscenza? Avvisate anche i vostri amici, i vostri parenti, i vostri nonni che eventualmente hanno la linea TIM.
E vi ricordo, se vi sono stato utile almeno in questo, di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, con i vostri parenti (con chi ha TIM) anche su Whatsapp o Telegram.
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: a differenza dei contratti di telefonia, questo è gratuito, e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto, e quello dura anni (non in cicli di quattro settimane!).
Vi ricordo - inoltre - che se v'iscrivete anche al mio canale Telegram, che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Che altro aggiungere? C'è una grande amarezza... e beh, comunque: grazie, come sempre, per essere arrivati in fondo al vlog, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 5 marzo 2017

VLOG 154: Il picnic #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly.
Domenica di fine inverno, domenica di inizio primavera: quando il tempo comincia lentamente a migliorare, quando le giornate nuvolose cominciano a lasciare il posto a giornate un po' più soleggiate, un po' più tiepide... era questo il momento in cui, alla fine degli anni '70 e all'inizio degli anni '80 si voleva uscire, si voleva uscire dal guscio che era stata la casa che ci aveva avvolti e protetti per tutto il gelido inverno.
Ma non si può uscire e restare in una giungla di cemento che è la città! Ed ecco che allora si usciva e si andava in una "giungla", ma di alberi, ma di piante, ma di resina, ma di formiche! Ma... di questo ci arriveremo fra poco, perché si faceva il picnic domenicale di primavera.
E di questo voglio parlarvi, perché questo è Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia!
[♪♫♪]
Come dimenticare i picnic che facevo quand'ero piccolo, ma quand'ero MOLTO PICCOLO: quando avevo quattro anni, cinque anni, sei anni... parliamo di 35 anni fa: wow!
E appunto parliamo della fine degli anni '70, l'inizio degli anni '80: qui in Sicilia era proprio una moda quella di andare fuori dalla città, di allontanarsi, di prendere un po' il fiato, di respirare dell'aria buona dopo aver respirato tutto il tempo in città con tutti gli scarichi delle caldaie accese per tutto l'inverno.
E quindi voglio raccontarvi un pochettino come avvenivano i picnic negli anni '70, negli anni '80.
Tutto cominciava innanzi tutto il sabato, dopo aver analizzato diversi giornali per vedere le previsioni meteo. C'era una "riunione di famiglia" che sembrava - non lo so - il Consiglio di Guerra di Napoleone: c'erano cartine sparse per il tavolo del salotto, tutti quanti che si guardavano le cartine, si studiava la posizione, si studiava la strategia.
«E se dovesse essere nuvoloso?»
«Beh, eventualmente qui in paese c'è la Sagra della Carriola di Letame!»
I panini: e non stiamo parlando di tagliare del pane, metterci dentro due fettine di prosciutto e "Abbiamo fatto i panini!", stiamo parlando del Pane Condito con dentro formaggio, l'olio di casa, magari la caponatina (bella, proprio, leggera e piacevole!), che un pezzo di pane condito ti basta come pasto per una settimana, ma lì si mangiavano due~tre panini a testa!
E allora arriviamo alla domenica mattina: si cominciava alle 6:30 di mattina con una sveglia traumatica; lavati, vestiti: «Dai, mi raccomando: abbiamo tutti quanti appuntamento alle otto al bar "Alla cerva d'argento", che si prende un bel caffettino» (con litri di sambuca, perché ancora a quell'ora, nonostante la bella giornata, era RELATIVAMENTE freschino, soprattutto a febbraio!)
E dopo aver preso il caffè (con tantissima sambuca!) si parte tutti assieme in direzione della pineta. Una strada chilometrica, che veniva fatta a 20~30 km/h «perché se no i ragazzini si sentono male in macchina», perché la strada era tutta curve, ma soprattutto per il piacere di dire «Guarda che bel panorama!»
Che bel panorama, il panorama della Sicilia (dell'entroterra siculo) appena finito l'inverno: era una distesa di terreni brulli. E comunque ti godevi questo "panorama" fino ad arrivare in pineta: ci arrivavi verso le dieci del mattino, le dieci e mezzo, anche se era un posto a mezz'ora di strada da casa tua.
Comunque si faceva tutto con calma, si faceva tutto con piacere, ma il problema era: «Ok, siamo arrivati in pineta. Bene: siamo a posto»
Ma noooo... scaricare la macchina era un massacro, perché... ok: si cominciava con il plaid [anzi no, scusate: Sicilia dei primi anni '80, nessuno conosceva l'inglese, il "plàid" (pronunciato com'è scritto ndG)], questa coperta di lana... ne abbiamo ancora una, che abbiamo proprio da quel periodo (una coperta blu) che utilizzavamo solo per "quello": per stenderla sull'erba e potersi sedere sull'erba senza riempirsi di resina (si riempiva di resina la coperta). Che ancora quella coperta c'ha proprio l'odore del bosco, dei picnic che ha fatto (e che continua a fare ancora adesso).
Comunque c'era il plaid, c'era il cestone di vimini enorme per i panini, pieno zeppo di quei panini untissimi della caponata della nonna.
Le bevande comprendevano acqua minerale in BOTTIGLIA DI VETRO (il frigo pesava uno sproposito solo per quello), poi c'era - naturalmente - la fiaschetta di vino dello zio Torlindo: un vino fatto in casa... una cosa di una potenza immane, già lo stappavi e ti ubriacava solo il RUMORE del tappo che s'apriva.
Porta tutta questa roba e CAMMINA in una marcia forzata che durava almeno un'ora e mezza.
[sospiro] Finalmente si arrivava allo spiazzo a mezzogiorno.
In questo spiazzo c'era ognuno che prendeva la sua propria posizione: si stende il plaid, si mette su il cestino, chi va di qua, chi va di là... molti partono dietro agli alberi, perché - come i cani - devono "marcare il territorio"...
E a questo punto, piano piano, e per cercare di coinvolgere i bambini, dopo aver preparato tutto quanto ormai si era fatta l'una: «Vabbè, dai: mangiamo, che adesso qua bisogna preparare»
Tutto quanto? Son dei panini: basta sedersi e prendere i panini... noooo! Bisognava apparecchiare, bisognava tirare fuori i bicchieri, le posate, c'erano i piatti... c'erano i nonni, c'era una quantità allucinante di gente e si preparava tutto quanto e quindi si mangiava.
E finito il pranzo e raccolte le briciole «E bambini mi raccomando: non seminate briciole nel bosco!»
«Ma no, mamma: stiamo dando qualche briciolina agli uccellini!» e per un paio di passeri che ci sono è stato sbriciolato un intero filone condito con la caponata.
Il passero ha assaggiato due~tre bricioline di quel filone e - disperato - se n'è andato a schiacciare un pisolino perché gli sono buttate pesantissime: tutto il filone è lì!
E dopo pranzo bisognava passare il tempo e riposarsi un pochettino, quindi la mamma e la nonna si prendevano il libro, cominciavano a chiacchierare delle solite cose.
Però tutti gli altri dovevano trovare un modo di passare il tempo. Ed ecco che - subito - arrivavano i nonni che tiravano fuori il mazzo di carte napoletane e giocavano a briscola.
Giocare a Briscola me l'ha insegnato Stefano Benni qual è lo scopo del gioco: lo scopo del gioco è di battere le carte molto forte sul tavolo. Chi batte la carta più forte fa più punti, alla fine vince chi ha battuto le carte molto più forti o ha rotto il piano di gioco: quando è il tavolo si rompe il tavolo, quando si gioca nel bosco si batte molto forte, arrivano questi colpi secchi ogni volta che viene battuta una carta, e piano piano vola terra e si scava un buco. Si vince quando alla fine il buco intorno a quelli che stanno giocando è profondo almeno un metro.
Questo mentre l'Amico di Famiglia (omnipresente al picnic) prende il filo d'erba, lo mette tra le mani... [tweeeeeeeeeeeet!]
«Eh no, perché è un richiamo per uccelli...»
E infatti qualche uccello passa, ma dà più l'impressione che passa, guarda: «Ma guarda quello che sta facendo!» e cominciano a ridere (pardon: a cinguettare).
C'erano papà e lo zio che invece: «Ma vai! Andiamo per funghi»
«E andiamo per funghi...»
E stanno parlando due persone che non avrebbero trovato funghi in scatola sullo scaffale del supermercato! Ma andavano per funghi, quindi si perdevano dentro il bosco...
E allora c'era il cuginetto (di un anno più grande) che tirava fuori dalla tasca il Graal: la scatola di miccette avanzate da capodanno (dentro ce ne saranno state sette~otto, perché poi non è che fosse tutto questo granché).
«Dai a mettersi nel bosco a far scoppiare petardi!», che poi era una scena abbastanza gustosa, visto che eravamo tutti bambini di sei~sette anni, cinque anni... quando il cugino accendeva la miccia, tutti noi eravamo già a 50mt di distanza dentro un bunker, e il cuginetto - dopo aver acceso la miccia - partiva di corsa, che Bolt gli avrebbe fatto un baffo e mezzo.
E si scoppiavano i petardi. Due. Perché dopo il secondo botto veniva lo zio incacchiato nero e toglieva l'accendino al cuginetto.
Sicché la successiva ora~ora e mezza la passavamo con il cuginetto cercando di riaccendere le miccette facendo il fuoco sfregando due bastoncini. Non ci siamo mai riusciti: abbiamo sfregato bastoncini per decine e decine di picnic ma non siamo mai riusciti a cavare fuori neanche un po' di fumo!
E tutti quelli che hanno fatto un picnic negli anni '70, negli anni '80 possono confermare che almeno una volta si è tentato di accendere il fuoco coi bastoncini: non per l'idea di dire "Oh guarda: ho fatto il fuoco", ma per l'idea di riuscire ad accendere le quattro miccette avanzate. Non dite che non è vero perché lo so... eh! Guardate: eccone uno che l'ha fatto... eccone un altro... ehehe lo sapevo!
Si raccoglieva baracca & burattini: la cesta di vimini e il frigo (che non sai perché, erano più pesanti di prima) e si ritornava a casa, non perché si era fatto tardi, non perché era tramontato il sole, ma perché avevamo dovuto cedere il campo al Vero Nemico: le formiche!
Mi sono sempre immaginato queste cose un po' da cartone animato: il plotone di formiche, uno che suona l'adunata «Signori! Ci sono campeggiatori che stanno facendo un picnic»
L'urlo, che non si sa bene quale formica ha tirato: «EVVAI! Pane con la caponatina!»
E arrivavano MILIONI di formiche, tutte ben pasciute perché si nutrivano soprattutto di quello che lasciavano i villeggianti della domenica.
E tornavi a casa, eri talmente coperto di resina che - più fare che un bagno caldo - sarebbe servito del cotone e del gasolio agricolo per toglierti tutta quella resina di dosso!
Questo era il picnic negli anni '70, negli anni '80, ridendoci un pochino sopra, ma fondamentalmente alla fin-fine questa era la cronaca di una classica domenica di picnic in campagna.
Adesso, nel corso del tempo, il picnic è cambiato tantissimo: ormai i tempi sono cambiati anche nella gestione del picnic. Una volta era, appunto, anche il piacere di andare alla scoperta di un posto, andare a passeggiare, godere del panorama. Adesso diventa: «Sì sì: aspetta che metto su il GPS.»
Non dimentichiamo, tra le altre cose, che una volta si facevano, appunto, questi panini, questi piatti molto ricchi, molto funzionali.
Adesso... ma non lo so: facciamo il bento. Altrimenti: «Prepariamo qualcosa di biologico!»
Non so: ho l'impressione che il picnic nel corso del tempo sia cambiato.
Voi fate ancora dei picnic? Li avete fatti negli anni '70, negli anni '80? Li farete ancora?
Voglio sapere un pochettino la vostra: voglio sapere che cosa ne pensate, parliamone nei commenti.
Fatemi sapere se sono riuscito a strapparvi un sorriso, e se ci sono riuscito vi ricordo di fare pollice-in-alto, di condividere questo vlog ed iscrivervi al canale.
Io sono Grizzly, come sempre grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 26 febbraio 2017

VLOG 153: A proposito di green screen

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[♪ musica: Tobu - Sweet story ♫]
So già che rimpiangerò di averlo aperto, perché ci vorrà UN'ORA per richiuderlo!
Benvenuti in laboratorio, viaggiatori: cominciamo il vlog!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road e - come vedete - io sono seduto nel mio studio: la macchina si sta guidando da sola e tutto questo vlog è girato in green-screen...
... sì, vabbè: MAGARI!
Lasciamo stare, perché non uso un green-screen dal 2001: è una tecnologia - in realtà - un pochino più datata di quanto possiate immaginare, anche se quando ho cominciato a usare il green-screen (ai primi anni '90), tecnicamente più che altro era un blue-screen, perché principalmente si usava il fondo blu; poi si è cominciato ad utilizzare il fondo verde... l'idea è di avere un fondo di "colore neutro" che possa essere sostituito dal computer (o cancellato dal computer) e quindi utilizzare le immagini al di fuori di questo sfondo per fare qualcos'altro.
Prima di parlare un po' più approfonditamente di quest'argomento, voglio presentarvi uno youtuber che con il green-screen fa delle magie veramente eccezionali.
È un pooper: fa delle YouTube Poop, e voi subito mi direte "cosa c'entra la YouTube Poop con il green-screen? La YTP è un montaggio particolare..."
Sì. Ma quando ci inserisci un green-screen, diventa una YTP in cui il pooper può interagire con i personaggi del film (o del cartone animato) che viene trattato. E (secondo me) i risultati sono eccellenti: non a caso cominciamo con il canale, perché lui è il Presidente, lui è Mastercast: trovate il link del suo canale sul doobly-doo e sulla scheda, se non lo conoscete andate e iscrivetevi al suo canale, perché è *veramente* molto bravo in quello che fa.
Ed è quello che fa che è veramente molto particolare. Vengo e mi spiego: come dicevo lui principalmente fa YTP, quindi prende dei film (o dei cartoni animati) e modifica completamente il montaggio per lanciare dei messaggi completamente differenti.
Ma la cosa molto bella e molto divertente che fa, non è solo questa: una volta modificato il montaggio, gira delle parti con il green-screen (di se stesso) e poi si "inserisce" all'interno di quelle parti veramente molto bene, con molta attenzione per i dettagli, e interagisce con i personaggi del film o del cartone animato che ha poopato, creando delle cose divertentissime.
Ora, per darvi un attimo un'idea dei lavori di cui sto parlando, come primo video vi segnalo un montaggio veramente simpatico e in cui si vede molto questo tipo di interazione.
Il video è "Piton spaccia SaS alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts": lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata, vedrete un po' qual è questo suo stile di interagire con i personaggi, questo suo montaggio molto particolare e molto divertente.
Ora, parlando dell'interazione di Mastercast con i personaggi del film sottoposto al montaggio (del film o del cartone animato sottoposto alla poop), secondo me l'esempio più simpatico di questo concetto di interazione, in cui ci sono proprio degli sketch veramente divertenti con personaggi che richiamano l'attenzione di altri personaggi (una cosa che mi ha - veramente - spaccato dalle risate) è un cartone animato: è "Kung Fu Panda" nell'edizione realizzata dal Presidente, infatti sto parlando di "Kung Fu Pandemonio", secondo video che vi segnalo: lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Andate, dategli un'occhiata: vedrete che è veramente molto divertente.
Ma comunque date un'occhiata un po' a tutti i video che ha realizzato Mastercast, perchè tutti quanti sono delle perle, proprio fatti veramente, veramente molto bene: uno stile molto particolare di fare YTP, che mi è piaciuto tantissimo.
Mastercast naturalmente è molto bravo con il green-screen, è molto bravo con After-Effects, ma parlando di "interazione con i personaggi", è molto bravo anche al di fuori dell'uso degli effetti speciali: voglio segnalarvi un video... su cui non voglio farvi nessuno spoiler: vi invito comunque ad andare a dargli un'occhiata.
Il video che vi segnalo è "POKEMONELLO GO". Non vi dico nulla, lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate, dategli un'occhiata; lui è il Presidente, lui è Mastercast: iscrivetevi al suo canale se non l'avete già fatto, è veramente molto bravo, è veramente molto meritevole e - parlando di green-screen (che è l'arte in cui Mastercast eccelle), parliamo appunto di green-screen.
Io non utilizzo un green-screen dal 2001: l'ho utilizzato negli anni '90 (quando lavoravo in televisione), adesso ho acquistato l'attrezzatura per poter provare a sperimentare con il green-screen. Il green-screen è molto bello, molto divertente, perché permette di fare delle cose molto potenti, anche se - per esempio - ho notato come un uso sempre più massivo degli effetti speciali digitali (soprattutto nell'ambito cinematografico) porta sempre di più a realizzare dei film in green-screen (in *TONNELLATE* di green-screen): ci sono film che vengono girati pressoché interamente in green screen. Per esempio la "nuova trilogia" (Episodio I, Episodio II ed Episodio III di Guerre Stellari) ha una quantità allucinante di scene che sono state girate in green-screen: gli stessi attori hanno potuto vedere "com'è venuto il film" solo quando è uscito nelle sale, perché tutto quello che hanno fatto era entrare in una stanza verde e recitare su una serie di strumenti verdi.
Da una parte certamente migliora molto la resa, la qualità, c'è questo discorso degli effetti speciali... dall'altra - secondo me, però - l'uso (e l'ABUSO) degli effetti speciali (in fondo ne ho parlato) tende ad allontanare un po' da quella che dovrebbe essere l'arte cinematografica, quello che dovrebbe essere realizzare una cosa che sembra più vicina a noi, perché sembra più reale, perché ci sono dei luoghi reali.
Ora io faccio una considerazione velocissima: non so se avete visto il film "Il racconto dei racconti", che è girato qui in Italia e che è girato in una location "reale", un castello (adesso non ricordo dove si trova), e secondo me è una cosa che è completamente differente da quello che è l'effetto speciale costruito in studio col polistirolo, o quello che è l'effetto speciale costruito in studio sul computer.
Per quanto ormai il ivello di produzione degli effetti speciali sia arrivato a qualcosa di eccezionale.
Cioè, parliamoci chiaramente: se uno youtuber, un hobbista come Mastercast riesce a insersi alla perfezione dentro un film e interagire con i personaggi di quel film, figuratevi che cosa può fare un intero team di effetti speciali!
Eppure non lo so: c'è comunque - secondo me - anche la perdita del fatto che l'uso dei luoghi reali ha una "profondità" differente, ha una resa differente, poi... magari - ripeto - sono io che sono un nostalgico, un "classicista".
Trovo comunque il green-screen uno strumento molto potente, uno strumento veramente molto utile per tantissime cose... eppure non lo so, secondo me è anche un po' uno strumento controverso, quindi: voi che cosa ne pensate? Voi siete youtuber? Avete utilizzato e/od utilizzate un green-screen?
Nell'ambito cinematografico pensate che l'abuso del green-screen danneggi un po' l'arte cinematografica? Oppure pensate che ben venga l'uso del green-screen, che permette comunque cose che una volta potevamo solamente sognarci?
Non lo so: come sempre parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io direi che per oggi ho concluso: io come sempre vi ringrazio per essere arrivati in fondo a questo vlog, che non è stato realizzato in green-screen: sto effettivamente guidando per le strade di Siracusa. Magari un giorno arriverò anche a realizzare un vlog in green-screen: ci proveremo!
Detto questo, se questo vlog vi è piaciuto, vi ha incuriosito, vi ha incuriosito l'idea del green-screen, vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp (che è verde) o su Telegram (che è blu), quindi abbiamo di nuovo il discorso del green-screen o del blue-screen.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Vi ricordo inoltre che se v'iscrivete al mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine, se c'è un argomento che vi piacerebbe che io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Detto questo, come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 19 febbraio 2017

VLOG SPECIALE: Terzo compleanno - 21 curiosità su #DdVotr

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e oggi è il terzo compleanno di #DdVotr!
Cominciamo: sigla.
[♪♫♪]
Io ci ho provato a realizzare il video in auto con la GoPro, ma l'audio era qualcosa di terrificante, e quindi più avanti cercherò di organizzarmi meglio per realizzare i video in auto (perché per il momento la Legria Mini non è disponibile), comunque per questo video ho pensato che fosse il caso - alla fine - di venire in studio e registrarlo qui: così si sente tutto un pochino meglio.
Allora: ecco a voi ventuno curiosità su Diario di Viaggio on the road in ordine alfabetico.

Lettera A come "Anni": i tre anni più intensi della mia esperienza su youtube, anche se il mio canale in effetti è nato prima: è nato a giugno 2008, perché è stato quello il momento in cui ho convertito il mio account Google Video e l'ho associato a YouTube. In realtà poi è stato il 19 febbraio 2014 che io ho cominciato a realizzare dei contenuti e a pubblicare con cadenza regolare su YouTube, quindi è in quel momento che è cominciata la mia esperienza su youtube, ed è stata un'esperienza molto intensa e un esperienza molto interessante, decisamente.

Lettera B come "Bravura": la bravura di tantissimi youtuber che ho conosciuto in questi tre anni. Youtuber stranieri ma anche youtuber italiani, soprattutto moltissimi youtuber italiani molto bravi, che mi hanno completamente fatto cambiare idea rispetto a quello che pensavo prima della community di Youtube Italia: è cambiato molto il mio pensiero perché ho conosciuto moltissimi youtuber molto bravi, che portano contenuti culturali, che portano contenuti inerenti la scienza, inerenti l'educational, ma anche che portano contenuti un pochino frivoli, ma che comunque mettono molta cura nei loro contenuti. Sono tutte quante persone veramente molto simpatiche e molto gentili, è stata per me una cosa molto bella venire a conoscenza di tutte queste persone.

Lettera C come "Contenuti" o forse dovrei dire come "Cultura generale", che è quello che cerco di portare con #DdVotr. Quando io ho cominciato, sapevo che avrei potuto specializzarmi su uno o due argomenti e parlare soprattutto di quegli argomenti: fare un canale "monotematico". E probabilmente questo mi avrebbe dato anche la possibilità di avere un maggiore successo su youtube, questo lo ammetto. Devo anche dire che #DdVotr nasce soprattutto come un modo di portare i miei contenuti (che pubblicavo sul mio blog) in una struttura non più basata su del testo scritto, ma su dei video (quindi su una recitazione, su una produzione "multimediale"), per cui ho deciso un po' di continuare questo percorso e di portare più che dei singoli argomenti o che un singolo tema, degli argomenti molto generici in cui il tema portante è soprattutto - appunto - la cultura generale.

Lettera D come "Diario di Viaggio", che è stato (ed è ancora) il mio blog, il mio spazio in cui scrivo le mie cose. Adesso utilizzo il mio blog soprattutto per diffondere i miei contenuti video approfittando della trascrizione (la stessa trascrizione che utilizzo per fare i sottotitoli dei miei video).
Però è un blog che è nato a luglio del 2004 (ben tredici anni fa!), quindi è un luogo in cui ho messo moltissima esperienza nello sviluppare e nel parlare di determinati argomenti, nell'analizzare determinate situazioni, determinati fatti di attualità, e il Diario di Viaggio on the road, infatti, è un modo di portare "On The Road" (in auto, durante la guida) i contenuti originari di Diario di VIaggio, e di continuare lungo quella strada.

Lettera E come "Esperienza", l'esperienza fatta parlando di fronte a una telecamera, che è una cosa che è cambiata tantissimo negli ultimi tempi. Sicuramente quando ho cominciato con #DdVotr, quando ho cominciato a pubblicare video su YouTube, ero molto emozionato quando mi mettevo davanti alla telecamera: ho scelto la tecnica di mettermi in auto e di parlare (quindi) mentre guidavo, perché in questo modo non dovevo pensare troppo al fatto di avere la telecamera davanti al naso. E devo dire che ancora adesso mi capita, comunque, di non sentirmi del tutto e al 100% pronto e tranquillo a parlare di fronte all'obiettivo della telecamera, però certamente le cose sono cambiate moltissimo nel corso del tempo, nel corso dell'esperienza che ho fatto facendo lo youtuber.

Lettera F come "Fantasia": la fantasia che mi spinge a trovare degli argomenti sempre nuovi per parlare in #DdVotr. Io l'ho già detto in passato: ho un file di testo in cui metto gli argomenti che mi piacerebbe trattare, e poi piano piano ogni tanto do un'occhiata a quel file di testo, scelgo un argomento e realizzo il video. Ci sono stati dei momenti che mi è stato molto utile quel file di testo, perché ci sono stati dei momenti che - veramente - non sapevo di che cosa parlare, e allora guardavo quel file, sceglievo un argomento e trovavo qualcosa di interessante. Ma adesso, nel corso del tempo, come si suol dire "l'appetito vien mangiando": mi vengono sempre diverse idee, letteralmente decine di idee per realizzare decine di video su decine di argomenti, e in questo momento il file degli argomenti che devo ancora trattare è veramente molto grosso. Talmente grosso che so che posso andare avanti penso - probabilmente - ancora altri tre anni, prima di dovermi fermare e guardarmi intorno e dire "Ok, aspetta un attimo: non so di che cosa parlare".
Naturalmente nel corso del tempo ogni tanto mi viene in mente qualcosa che potrei approfondire e quindi aggiungo ancora qualcosa in quel file.

G come "Google Video": Google Video è stato il portale con il quale per la prima volta mi sono approcciato alla produzione video su internet.
Su Google Video avevo caricato i miei cortometraggi, le cose che avevamo realizzato con gli amici, in cui mi ero occupato della regia o in cui avevo recitato, perché la passione per la produzione video è una cosa che mi porto appresso da moltissimo tempo. Con Google Video parliamo degli anni come il 2002, il 2003, poi il 2004 quando - piano piano - è arrivata la piattaforma YouTube, è stata rilevata da Google, le due piattaforme si sono fuse e sono cambiate molto le cose.

Lettera H come "Hashtag": il famoso hashtag #DdVotr.
Quando ho cominciato a pubblicare video con cadenza regolare su YouTube, sin dall'inizio ho cercato di puntare anche a creare (a costruire) l'hashtag #DdVotr, anche se molti mi dicevano che all'inizio è difficile per un canale youtube riuscire a lanciare un hashtag, e un hashtag complesso come "d d v o t r" potrebbe non essere molto potente. E alla fine, piano piano, questo hashtag è cresciuto ed è rimasto costante in questi tre anni. Che forse non è una cosa ideale per le cose tecnologiche (che dovrebbero sapersi "evolvere"), eppure l'hashtag #DdVotr comunque, pur essendo rimasto sempre lo stesso, rappresenta un po' l'evoluzione di quello che è "D D V O T R": "Diario Di Viaggio On The Road".

Lettera I come "Interazione": l'interazione con il pubblico dei miei video youtube, che è una cosa che cerco di realizzare il più possibile: adesso che il canale è ancora relativamente piccolo, riesco a farla molto facilmente, mi auguro (quando un giorno il canale crescerà) di essere sempre in grado di interagire correttamente con il mio pubblico, perché penso che l'interazione sia una cosa molto importante su YouTube.
YouTube non è la televisione in cui tu "butti" il tuo contenuto lì in mezzo, il pubblico lo guarda e chi se ne importa se il pubblico l'ha gradito o meno: l'interazione è molto importante. E poi mi piace, appunto, creare quest'interazione con gli altri youtuber, con le persone che guardano i miei video, sicuramente è una cosa molto bella e molto piacevole, ed è una cosa per cui YouTube va vissuto come un social network: YouTube ha grandissime potenzialità, e l'interazione - secondo me - è proprio una di queste.

Lettera L come "Lunghezza": la lunghezza di molti miei video che supera i dieci minuti, e in certi casi addirittura supera i 15 minuti. Io, piano piano, nel corso del tempo sto cercando di ridurre un pochettino la dimensione dei miei video, di cercare di restare il più possibile al di sotto dei dieci minuti, ciò non toglie che - anche se alcuni miei video superano i dieci minuti (e in certi casi superano anche i 15 minuti) - cerco sempre di intrattenere il pubblico in maniera onesta e in maniera da non annoiare nessuno, quindi io mi scuso se ci sono dei video che sono particolarmente lunghi e particolarmente complessi, ma cerco di fare il possibile perché questi video comunque non siano anche noiosi.

Lettera M come "Macchina": la prima macchina con cui ho cominciato a realizzare #DdVotr era la Ford Mondeo Station Wagon, una vecchissima Ford Mondeo S.W. del '97, è seguita quella che ho adesso, che è la Dacia Logan MCV S.W.
Io guido station wagon fondamentalmente da poco più di diciassette anni (quasi 18 anni) e quelle poche volte che ho preso delle auto... non so: quella di mia madre o quella di un amico, più "corte" di una station wagon, mi sono sentito particolarmente imbranato. L'unica volta nella mia vita che ho guidato una Smart mi sono sentito veramente un completo idiota!

Lettera N come "Nuovi format", che arriveranno perché il mio lavoro è la cosa che mi impegna maggiormente (il mio lavoro di tecnico informatico), ma in mezzo al mio lavoro sto cercando di realizzare i nuovi format: a parte "Vita da Tecnico" sto cercando di realizzare le puntate di MusYTube, sto cercando di realizzare altre cose perché ho altre idee per situazioni che mi piacerebbe portare su YouTube, e piano piano arriverà tutto quanto.
Quest'anno conto di arrivare almeno a cominciare Vita da Tecnico e MusYTube, entro la fine di quest'anno forse riesco anche a realizzare un altro format a cui stiamo già lavorando con alcuni amici.

Lettera O come "Organizzazione": l'organizzazione che mi permette di realizzare i video è abbastanza complessa, perché io in questo momento che sto girando questo video è sabato. E questo video sarà pubblicato non "domenica" che è "il giorno successivo" (cioè, per me, domani), bensì domenica della settimana prossima. E "domani" (domenica per me) sarà pubblicato il video che io ho girato sabato scorso: io cerco di portare avanti i miei video registrando ogni volta un video con una settimana di anticipo. Questo mi permette - in caso di "emergenza" o di necessità - di poter "saltare un sabato", di poter non girare un sabato per un qualsiasi problema, avere il video già pronto per la domenica ed eventualmente il video che avrei dovuto girare il sabato lo girerò la domenica o lo girerò durante la settimana.

Lettera P come "Protezione Civile": io continuo la mia attività di volontariato di protezione civile, non solo ci saranno sempre dei video di protezione civile quelle volte che mi capita di svolgere delle attività o dei servizi, ma tra le altre cose c'è un nuovo format a cui sto lavorando che coinvolge anche le attività di protezione civile e la funzione della protezione civile in genere. Spero di riuscire a presentarvi questo format entro la fine di quest'anno: ci stiamo lavorando in varie persone, perché è una cosa molto complessa.

Lettera Q come "Quando ritorna Vita da Tecnico?" Presto, fidatevi! Questa stagione sono dodici puntate più il finale, e abbiamo già girato nove puntate, e sto già cominciando a montarle, quindi molto presto arriverà la terza stagione di Vita da Tecnico.

Lettera R come "Ricordi" delle cose più particolari successe girando #DdVotr. Quella - sicuramente - più interessante è la puntata numero 3 di #DdVotr che ho dovuto cancelllare su richiesta della casa di produzione di un DJ portoricano perché mentre guidavo e parlavo, è passata un'auto dal senso opposto di corsa; si sono sentiti tre~quattro secondi di percussioni (tre~quattro secondi di, fate conto: tunz, tu-tunz, tu-tunz, tunz! Ed è andata via la macchina).
Il Content-ID ha segnalato che era una violazione di copyright (cosa che già mi dava un certo fastidio, perché non è possibile che mentre io sto guidando passa un auto per tre~quattro secondi, si senton solo delle percussioni... e diventa una violazione del copyright!) e ho dovuto rimuovere il video perché la casa di produzione rifiutò la considerazione che non era la musica del DJ ma solo un pezzetto di percussione e mi minacciò di strike.
E devo dire che questa cosa mi è rimasta sullo stomaco.
Questo è il ricordo un po' più "brutto": di ricordi "belli" ce ne sono tantissimi, molto simpatici, di come mi sono venute delle idee per realizzare delle cose, delle piccole scenette prima di cominciare con il "Benvenuti a bordo, viaggiatori" sicuramente... ma ogni tanto trovo sempre qualcuno che mi taglia la strada mentre sto girando una puntata e... ricomincio a parlare e... ma questo fa parte della normalità.

Lettera S, sicuramente come "Sottotitoli", i sottotitoli per non udenti che contraddistinguono il mio canale. Una cosa cominciata con l'idea di continuare con i discorsi di accessibilità di cui mi ero già occupato in passato. Piano piano da hobby sta ritornando ad essere un lavoro, perché mi ha aperto una possibilità anche a livello lavorativo.
I sottotitoli sono la cosa a cui tengo moltissimo nei miei contenuti YouTube, il mio canale in questo momento ha quasi 300 video sottotitolati in italiano per i non udenti (che significa che fra poco celebrerò anche il 300mo video sottotitolato, e ho già anche un'idea messa da parte proprio per questo).
I sottotitoli che sono una funzione molto importante di YouTube, perché tantissimi possono venire intrattenuti da YouTube e anche le persone sorde hanno le nostre stesse passioni, piace guardare le stesse cose che guardiamo noi, piacerebbe guardare gli stessi video che guardiamo noi e hanno la possibilità - dove ci sono dei sottotitoli corretti - di poter guardare le stesse cose che guardiamo noi, e ridere per le stesse cose che stiamo guardando anche noi.
Penso che sottotitolare abbia soprattutto questa importanza.

T come "Tecnico Informatico", come appunto dicevo: vivo YouTube non come passione, non come attività lavorativa ma, semplicemente, come un hobby. Se io non avessi ricominciato a lavorare nelle produzioni video (ho lavorato per anni in televisione), se non avessi ricominciato con l'hobby di YouTube, probabilmente avrei continuato un altro hobby: sono un radioamatore (un operatore di ascolto di frequenze radio), è una cosa che per il momento ho messo da parte, ma è una cosa che avrei potuto continuare invece di diventare youtuber (o se non fossi diventato youtuber).

U come "Un format UNICO nel suo genere": non sono tantissimi quelli che parlano di cultura generale guidando l'automobile. L'idea me l'ha data (lo sapete già) il canadese Corduroy Paco, perché io quando avevo pensato che mi sarebbe piaciuto fare lo youtuber, l'ispirazione a diventare uno youtuber, a realizzare dei contenuti con una certa costanza, me l'aveva data Matthew Santoro (un altro canadese). Però mi ha dato l'ispirazione a cominciare l'attività di youtuber, non a realizzare dei contenuti: per i contenuti è stata proprio l'idea di Corduroy Paco di realizzare le cose in macchina. Il fatto che mi dicevo: "io mi muovo tantissimo in macchina, devo andare spesso da un cliente all'altro... perché non sfruttare questi spazi vuoti per creare qualcosa?" È così che è nato questo contenuto, ed è così che si è voluto sviluppare Diario di Viaggio on the road.

V come "Vita da Tecnico": come nasce VIta da Tecnico, giusto per una veloce curiosità? Io faccio il tecnico informatico da più di vent'anni, e nel corso del tempo ho preso appunti sulle disavventure più particolari che sono successe a me o ai nostri colleghi. Ho voluto prendere questi appunti perché - come cosa abbastanza classica (tutti quanti l'avevamo detto, all'epoca) - mi sarebbe piaciuto pubblicare un libro raccontando appunto le mie disavventure più particolari.
Questo libro non è mai riuscito a venire fuori, perché non sapevo come impaginarlo, non sapevo come raccontare le avventure... avevo cercato di fare qualche esperimento ma alla fine erano rimasti degli appunti che stavano "stagionando" dentro a un cassetto.
È stato proprio grazie a Diario di Viaggio on the road, grazie al fatto di portare le cose su YouTube, che ho pensato "Ehi, ma io potrei raccontare queste cose in dei video, potrei portare queste cose - tirarle fuori dal cassetto - e portarle su YouTube"
Oltre alla terza stagione di Vita da Tecnico continuo sempre a prendere appunti, quindi arriveranno anche altre stagioni di Vita da Tecnico.

E infine lettera Z, come "Zuzzurellone", perché in fondo è quello che faccio: prendo una telecamera, l'accendo e comincio a guidare, girando per la città di Siracusa. È una cosa che mi diverte, che mi dà simpatia, mi piace creare questi video e quindi - in fondo - questo è quello che faccio. Anche perché all'inizio lo facevo spesso proprio mentre andavo da un cliente all'altro, adesso lo faccio soprattutto il fine settimana in un momento di relax: io mi rilasso, dopo colazione al bar, facendo una passeggiata in macchina e parlando con tutti voi.
Quindi che cosa dire? Che cosa sono, se non - più che uno youtuber - uno zuzzurellone?
Ecco, perché così non penso di essere uno youtuber, perché tutte le volte lo dico: sono uno youtuber... mamma mia: anche se mi spazzolo, se strofino bene, non se ne va via questa cosa!

Questo è tutto, io vi ringrazio di essere arrivati in fondo al vlog, vi ricordo (se questo vlog vi è piaciuto) di fare pollice-in-alto e di condividerlo con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto, che lo metto qua anche se di solito si mette in auto, però è un buon profumo piacevole... questa battuta l'ho rubata a Roberto Cordero perché mi è piaciuta tantissimo: funziona, dai! È un modo simpatico di dire "venite sul mio canale YouTube".
Vi ricordo inoltre che - se seguite anche il mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) - riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Detto questo, se avete ancora qualche curiosità che vi piacerebbe sapere sul mio format (o sui miei altri format) potete farmelo sapere con un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, di nuovo grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 12 febbraio 2017

VLOG 152: Diventeremo tutti cyborg?

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Uhm! Non prende... siamo in mezzo al nulla (mi sono perso), sono senza risorse, sono senza internet...
Beh, dai: momento ideale per provare a utilizzare quel kit di sopravvivenza, adesso guardo su internet come si usa...
non c'è internet...
... non resisterò un'ora senza internet! AIUTOO!!!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggo on the road. Prima di cominciare, vi parlo del canale youtube di oggi: oggi vi parlo di un canale youtube canadese (eh sì, prima che me lo diciate voi: effettivamente YouTube Canada mostra di avere tantissimi contenuti interessanti, e quindi di avere molto a che discutere con YouTube America, sicuramente! Sempre che non vogliamo considerare YouTube Canada come "un'estensione" di YouTube Nord-America).
Lui è Canoopsy: trovate il link del suo canale sul doobly-doo e sulla scheda. Il suo contenuto pricipale sono le recensioni di prodotti tecnologici, e sono recensioni fatte veramente molto bene: sono ben curate, sono ben studiate e... devo dire che le trovo molto, molto interessanti.
Occasionalmente, inoltre, fa qualche vlog che - comunque - è sempre molto interessante e molto simpatico (e in fondo è stato proprio un suo vlog che parla di tecnologia a darmi l'idea, l'imbeccata, per questo video).
Comunque il primo video che vi segnalo, proprio per farvi capire che tipologia di recensioni faccia, è intitolato "Un laptop da 100 dollari con Windows 10": video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. È un'analisi molto interessante di questo laptop, è un laptop molto economico: viene venduto principalmente online, e sicuramente non possiamo considerarlo come uno strumento particolarmente complesso e particolarmente performante, ma è comunque uno strumento interessante, soprattutto per il prezzo che ha.
L'ho trovata una recensione molto interessante, quindi dategli un'occhiata.
Come dicevo, però, non sempre si occupa di fare recensioni: ogni tanto fa anche dei vlog, soprattutto a tema tecnologico. E infatti il secondo video che vi voglio segnalare è un vlog (che è quello che - tra l'altro - mi ha dato l'imbeccata per questo video). Quello che state per vedere è un video «sponsorizzato», questo lo ammetto (lo dice anche lui), però - nonostante sia un video sponsorizzato, e quindi tratti il tema in un modo - io ho intenzione di trattare il tema in un modo leggermente diverso.
Comunque innanzi tutto andate subito a vedere "Siamo dei cyborg?": lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. L'ipotesi di Canoopsy è che un cyborg, in fondo, è "un organismo che prende tutto ciò che è possibile utilizzare della tecnologia, e la utilizza per migliorare la propria vita", e in qualche modo dovremmo considerarci dei cyborg visto che dipendiamo tantissimo dalla tecnologia.
Ma la mia posizione è leggermente diversa, però prima di analizzare la mia posizione, permettetemi di presentarvi il terzo e ultimo video che vi segnalo di Canoopsy, che è un vlog - invece - estemporaneo ma molto, molto simpatico e che presenta un po' anche la simpatia che ha il personaggio: il vlog infatti è "Hello it's me, Canoopsy", lo trovate linkato sempre sul doobly-doo e sulla scheda. È un modo di prendere in giro i troll, che gli hanno sempre detto che il suo modo di salutare all'inizio dei video (che adesso è cambiato) somigliava molto alla canzone "Hello" di Adele, e lui l'ha presa a ridere: è un modo simpatico di interagire con i troll, e sicuramente un modo simpatico di interagire con gli utenti.
Quindi - come ripeto - lui è Canoopsy: andate e iscrivetevi al suo canale, che è molto bravo ed è molto simpatico.
Ora parliamo dell'argomento del giorno: come dicevo la posizione di base dovrebbe essere "se consideriamo che un cyborg è un organismo che approfitta della tecnologia per migliorare la sua vita" e dimentichiamo - per un istante - il cyborg come "un organismo che è «fuso» con la tecnologia", sicuramente possiamo dire che al giorno d'oggi, vivendo sempre attaccati agli smartphone, agli smartwatch, alle tecnologie di ogni genere, possiamo in qualche modo considerarci dei cyborg.
Tuttavia io non sono d'accordo con la posizione che prende Canoopsy per un motivo ben preciso: se dovessimo considerare un cyborg come "qualcuno che migliora la sua vita con la tecnologia", a questo punto mi chiedo "perché non dobbiamo considerare la tecnologia che è «fusa» all'interno del corpo?"
Pensiamo a quelle cose più semplici: la prima cosa che mi viene in mente, pensando a tecnologia fusa all'interno del corpo, sono le protesi intelligenti, per le persone che hanno subito un'amputazione (o a cui manca un arto): la protesi una volta era un pezzo di legno che sostituiva l'arto soprattutto in ambito estetico, ma ormai le protesi sostituiscono un arto soprattutto in ambito funzionale. E abbiamo ottenuto delle protesi «digitali» (controllate elettronicamente, computerizzate) che sono incredibili, che sono in grado di operare letteralmente come se fosse l'arto mancante.
Abbiamo visto protesi che vengono controllate letteralmente con il pensiero: con l'intenzione di mandare il comando al braccio mancante è possibile comandare il braccio, comandare la mano, l'apertura e la chiusura di una mano "motorizzata".
È una cosa veramente incredibile, e secondo me è questo quello che è il primo passo verso la «trasformazione» in cyborg, che comunque è una cosa positiva: non dobbiamo pensare che il cyborg sia una cosa "negativa", una cosa da fantascienza. In fondo già adesso abbiamo molti innesti tecnologici che fanno parte integrante della nostra vita. Pensiamo - non so - ai sordomuti che già da tempo utilizzano sistemi come l'impianto cocleare, pensiamo alle protesi... non limitiamoci a pensare solo alla domotica: molte cose possiamo considerare che - in qualche modo - ci rendono dei cyborg.
E questo, secondo me, dovrebbe farci guardare in maniera differente alla tecnologia, e dovrebbe farci capire che la tecnologia può essere uno strumento molto intelligente e molto funzionale per aiutarci nella nostra vita, ma dobbiamo anche considerare quanto la tecnologia possa diventare un problema; ne avevo già parlato in passato: dev'essere la tecnologia ad aiutarci nella nostra vita, non deve essere la nostra vita a dipendere interamente dalla tecnologia.
Eppure in certe situazioni può essere anche interessante ed utile che la nostra vita dipenda dalla tecnologia: forse è importante trovare il giusto equilibrio, ma naturalmente la mia posizione - per il momento - è molto di "osservatore".
Non lo so: secondo me ancora non possiamo considerarci dei cyborg, però possiamo considerare le protesi digitali un primo passo verso la trasformazione in cyborg.
Ma voi che cosa ne pensate? La tecnologia ci ha reso dei cyborg? Dipendiamo troppo dalla tecnologia? Abbiamo modo di disintossicarci dalla tecnologia?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, come sempre vi ringrazio per essere arrivati in fondo a questo vlog: vi ricordo - se questo vlog vi è piaciuto - di fare pollice-in-alto e di condividerlo con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo inoltre che se v'iscrivete al mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
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domenica 5 febbraio 2017

VLOG 151: Gli orsacchiotti di peluche #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo viaggiatori: sono Grizzly e...
... ognuno di voi pensi un attimo al suo pupazzo di peluche preferito (di quand'era piccolo). Se ce l'avete ancora - eventualmente - prendetelo un attimo in mano. E lo faccio anche io, allora, fatemi pensare: ci sarebbe per esempio Anton, che è un *telefono* *funzionante*.
Oppure magari Ivano, che se gli premi la zampina comincia a russare sonoramente! [russata]
Se no c'è Herbert, che canta Jingle Bells [jingle bells in sottofondo]
Inquietante, vero?
E va bene: allora lasciamo stare. Magari prendiamo Ronny, che invece... [versi e risate]
Su Ronny c'è una storia che un giorno vi racconterò.
Nel frattempo pensiamo che... no: prendiamo un orsacchiotto di peluche "generico" come questo, che è quello che viene fuori con il programma "xteddy".
Xteddy è un programma per ambiente grafico Unix (per X-Windows) che è stato fatto da Steven Gustavson alcuni anni fa. Lo fece un po' per gioco questo piccolo programmino Open Source, che semplicemente prende un orsacchiotto e lo mette sul desktop di X-11.
Tutto quello che fa è questo, lui dice "Puoi prenderlo, puoi trascinarlo, puoi metterlo sulle finestre, ci puoi parlare: è quello che fa un orsacchiotto. Quando premi 'q' [ha scritto sulla sua guida in linea ndG] morirà o, come mi piace pensare di lui, tornerà da parte nel file-system finché avrai bisogno di lui la prossima volta."
Questo programmino lo mise - se non ricordo male - su Sourceforge, o comunque lo distribuì così, per gioco, e nel corso del primo mese della sua vita, fu scaricato CENTINAIA DI MILIONI DI VOLTE: Steven ricevette milioni di e-mail di ringraziamento per aver realizzato xteddy.
Quindi non sottovalutate quanto può essere potente un peluche (soprattutto ripensando al Teddy di A.I.), anche perché adesso un orsacchiotto di peluche può essere dal virtuale al tecnologico al non lo so che cosa: dove possiamo arrivare nel futuro. Ma una volta era solo un po' di stoffa cucita, e proprio di quello che è successo nel tempo voglio parlarvi, perché questo è Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]
Vi ho mostrato alcuni degli orsetti della mia collezione, quelli quantomeno interattivi (a parte xteddy, che in qualche modo è interattivo anche lui: lo devi lanciare da un terminale).
Come comincia la storia degli orsacchiotti di peluche? Proprio degli orsetti, per essere precisi?
Tutto comincia nel 1902 (Non so se avete visto quelle pubblicità che "l'orsacchiotto protegge i bambini innocenti dai mostri sotto il letto da oltre cento anni", perché appunto questa campagna pubblicitaria ha cominciato a muoversi nel 2002).
Tutta la storia comincia nel 1902, comincia con un concetto: in lingua inglese l'orsacchiotto di peluche (l'avrete sicuramente sentito) è chiamato «teddybear». Tecnicamente dovrebbe semplicemente chiamarsi «stuffed toy bear», perché si chiama teddybear? Da dove viene il nome "Teddy"?
Cominciamo nel 1902 con una battuta di caccia nel Mississippi: il presidente degli Stati Uniti è Theodore Roosevelt (e tutti voi direte "da cui Teddy!"... e no: Theodore *ODIAVA* essere chiamato "Teddy", preferiva maggiormente essere chiamato "Tee Dee", però ha a che fare proprio con lui); come dicevo: è stato invitato dal governatore del Mississippi Longino.
Questa battuta va avanti da tre giorni, durante questi tre giorni praticamente *tutte* le persone presenti hanno sparato almeno una volta ad un orso ma Roosevelt - che, tra le altre cose, è molto appassionato di caccia come attività sportiva - non ha ancora colpito neanche un orso.
Questo - naturalmente - è brutto anche politicamente, perché il presidente degli Stati Uniti non può ritornare da una battuta di caccia senza aver sparato neanche a un animale, quindi le guide nel corso del quarto giorno fanno inseguire ai cani un vecchio orso bruno (un "American Black Bear"), lo sfiancano (lo feriscono i cani), lo recuperano le guide, lo legano ad un albero e chiamano il presidente: adesso c'è un orso a cui può sparare per non tornare a casa senza un trofeo!
Roosevelt, che è molto sportivo e che trova questa cosa *vergognosa* e assolutamente non sportiva, SI RIFIUTA di sparare all'orso (e - viste le condizioni dell'orso - tra le altre cose chiede che sia qualcuna delle guide a porre fine alle sofferenze della povera bestia) e decide di chiudere la sua battuta di caccia e tornarsene a casa.
La notizia giunge ai giornali, e il vignettista Clifford Berryman (del Washington Post) pubblica una famosissima vignetta (questa qua) nella quale vediamo la guida che tiene l'orso al "guinzaglio" e Roosevelt che si rifiuta di sparare.
E nella prima edizione della vignetta l'orso appare molto grande (più o meno delle stesse dimensioni della guida, se ci fate caso), ma successivamente da una parte questo "personaggio" dell'orso comincia a comparire spesso nelle vignette di Roosevelt (ce ne sono alcune molto simpatiche, come questa), nel tempo quest'orso diventa sempre più piccolo, e anche quando Berryman vuole riproporre la stessa vignetta, la ripropone con l'orso che è diventato un cucciolo piccolino e tremante di paura.
A questo punto ritorniamo a New York: il commerciante di dolciumi Morris Michtom, incuriosito da questo discorso, fa una cosa: prende due orsetti di pezza (che ha cucito sua moglie) e li mette nella vetrina del suo negozio. Ottiene il permesso dall'ufficio del presidente di chiamarli "Teddy's bears" ("gli orsi di Teddy", del presidente "Teddy" Roosevelt): è un successone, un successone così grande che cominciano a produrre in serie questi orsi, che diventano un po' la mascotte del presidente degli Stati Uniti, tanto che i coniugi Michtom arrivano a fondare la "Ideal Novelty and Toy Company". E diventa un successo questa produzione di orsetti di peluche, che non sono la riproduzione di un animale selvaggio, ma una vera e propria mascotte: un po' la mascotte del presidente Roosevelt, che ci gioca anche lui sopra in questa situazione, perché - appunto - non solo compariva spesso quest'orsetto nelle vignette che riguardavano il presidente, ma poi piano piano si lascia un po' andare anche lui, e approfitta della popolarità che ottiene anche da questo discorso. In occasione del matrimonio della figlia, addirittura farà addobbare tutto il salone di orsetti di peluche!
È così che nacque l'idea del «teddybear», dell'orsacchiotto, dell'orso di peluche non come riproduzione dell'animale feroce, ma come piccolo compagno (mascotte) del presidente degli Stati Uniti; e l'idea ha avuto successo un po' in tutto il mondo.
Con una piccolissima curiosità (presa direttamente dall'Associazione Theodore Roosevelt): Roosevelt poi ha cominciato ad accettare di buon grado questo discorso dell'abbreviativo "Teddy", che ha sempre *ODIATO*, perché quando era giovane, preferiva essere chiamato "Tee Dee": questo non in molti lo sanno.
Nel tempo - naturalmente - abbiamo cominciato a togliere un po' d'imbottitura e mettere circuiti elettrici, circuiti elettronici e chissà che cosa ci porterà nel futuro...
Mentre tutti noi, almeno una volta abbiamo sognato (e non dite che non è vero) di avere quel "vecchio giocattolo" che trova la "mamma" di David in A.I., ossia il vecchio orsacchiotto, che ormai è anche superato, però che insegna a David a disegnare, passano il tempo a giocare a nascondino, a giocare fra di loro, è in grado di ripararsi quando si danneggia un po' (infatti ogni tanto lo vediamo che si ricuce)... eh sì: proprio un vecchio giocattolo, veramente!
Scherzi a parte, voi che cosa ne pensate? Conoscevate questa storia che ha portato a far diventare l'orsetto un "personaggio" così particolare nel mondo dei pupazzi di peluche? Avete avuto un pupazzo di peluche preferito nel corso della vostra infanzia? Ce l'avete ancora adesso? Avete avuto un orsacchiotto particolare? Oppure è un altro tipo di animale? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly e ho concluso: vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog. Se vi ho incuriosito, non conoscevate la storia dell'orsetto di peluche o volete saperne di più, vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram); vi ricordo di iscrivervi al mio canale YouTube e di seguirmi su Telegram, e noi ci vediamo alla prossima: ciao a tutti!